Report 2021 sull’impatto dei Business Angel italiani


Social Innovation Monitor (SIM), team di ricerca con base operativa al Politecnico di Torino, il 17 novembre presenterà i risultati della ricerca sull’impatto dei Business Angel italiani 2021. Ospiti della tavola rotonda: Marco Bellezza, AD di Infratel Italia e membro di CDP Venture Capital SGR; Lorenzo Danese, Founder e CEO di Timeflow; Antonella Grassigli, Co-founder e CEO di Doorway SB e Business Angel dell’anno 2021.

Dallo studio emerge che sono 1209 i Business Angel (BA) nel nostro Paese, con un incremento del 19% rispetto allo scorso anno, e di essi, il 14% sono donne. Della totalità dei BA identificati, il 72% è in Italia Settentrionale, la maggior parte in Lombardia e Piemonte, mentre l’area meridionale e quella insulare sono quelle con il minor numero di Business Angel.

Nella ricerca vi è anche un approfondimento sulle organizzazioni che riuniscono Business Angel sul territorio nazionale, i Business Angel Network e i Business Angel Group: ne sono stati individuati 27, a cui il 60% dei Business Angel identificati è iscritto. Alcuni Business Angel sono focalizzati su specifici settori e tecnologie. Questi Business Angel “focalizzati” investono prevalentemente in “Digital Services & ICT”, e poi in “Biotech and Healthcare” e “Fintech & Big Data Tech”.

Come sottolineato dalla Professoressa Elisa Ughetto, co-direttrice scientifica della ricerca e docente del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino, «Questa ricerca evidenzia una crescita del numero di Business Angel che operano nel nostro ecosistema. Nonostante ciò, i possibili passi in avanti da compiere per supportare questa tipologia di investitori sono molti e, anche per questo motivo, crediamo che una ricerca sull’impatto dei Business Angel italiani sia sempre più importante. I Business Angel, infatti, si confermano essere un significativo valore aggiunto non solo per le giovani imprese che sostengono, ma per l’intero ecosistema».

Dalla ricerca emerge come molti Business Angel italiani investono mossi non solo da ragioni finanziarie, ma anche sociali: il 49% dei Business Angel che hanno risposto alla survey, infatti, ha dichiarato di supportare anche organizzazioni a significativo impatto sociale. La ricerca evidenzia, inoltre, che l’86% dei Business Angel che operano nell’ambito dell’impact investing è un “Impact First Angel”, vale a dire che ha dichiarato di investire in settori sottocapitalizzati o di accettare ritorni economici inferiori a quelli di mercato a favore di ritorni maggiori in termini di impatto sociale.

«Il fatto che in Italia ci siano molti Business Angel che investono in organizzazioni a significativo impatto sociale o ambientale è molto positivo. Ed è ancora più positivo che la maggior parte lo faccia con un focus sull’impatto più che sul ritorno economico. La quantità di risorse investita da questi soggetti è però ancora limitata. Sarebbero utili incentivi ad hoc per chi fa investimenti di questo tipo.» ha commentato il Professor Paolo Landoni, co-direttore scientifico della ricerca.

Infine, le analisi condotte hanno evidenziato che la maggior parte dei Business Angel italiani sono classificabili come “Beginner Angel”, avendo investito in non più di 10 organizzazioni, mentre il 24% è classificabile come “Experienced Angel”, Business Angel con oltre 10 organizzazioni nel proprio portafoglio. Il Report completo sarà presentato in un evento a porte chiuse.

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