La ripresa economica sarà in salita ma una rinascita non sarà impossibile


"Le misure restrittive hanno già avuto nell’immediato un forte impatto sui servizi: penso a negozi, ristoranti e bar. Il settore del turismo è certamente tra i più colpiti e degli oltre 40 miliardi che gli stranieri spendono in Italia ogni anno non resterà niente. A dover fronteggiare un probabile cambio di passo notevole sarà il settore dell’intrattenimento e degli eventi perché non sarà facile reinventare incontri e convention aziendali ma anche sfilate o feste. L’immobiliare subirà anche nel breve gravi conseguenze con riferimento alle quotazioni degli immobili: però solo quelli commerciali perchè ritengo che nel medio periodo invece quelli residenziali avranno un maggiore valore visto che la quarantena tra le mura domestiche sta spingendo molti italiani a riconsiderare la casa come un bene rifugio su cui investire. Inoltre l’avere imposto limiti alla circolazione delle merci e delle persone sta causando e causerà gravi disagi alle imprese che si basano sulla produzione perché si sta interrompendo a tempo sostanzialmente indeterminato la continuità aziendale. Infatti la chiusura istantanea e generalizzata delle imprese cosiddette «non essenziali» le esclude dalle filiere di fornitura, rendendo impossibile evadere gli ordini in portafoglio e acquisirne di nuovi cosicchè il mercato rialloca subito la domanda su altre imprese non italiane.". Lo ha dichiarato l'avvocato d'affari calabrese Paolo Zagami nel corso di una recente intervista a Il Denaro.

"nessuna impresa - continua Zagami - può resistere a una tale chiusura se non per pochi giorni e quelle che si impegnano a differire seppur di poco l’adempimento delle proprie obbligazioni con i propri clienti perdono credibilità. Comunque ed in ogni caso sarà molto difficile – specie per imprese che fanno import-export - invocare il principio di forza maggiore per liberarsi dalle obbligazioni assunte e dai debiti contratti in tempi “normali” considerato che si tratta di un principio che assume valenza diverse nei sistemi di civil law piuttosto che nei sistemi di common law. In altri termini è chiarissimo che la pandemia è globale ma non sarà altrettanto evidente ad esempio per una impresa italiana dimostrare in termini pratici al suo fornitore inglese come, quando e perché la catena produttiva si è interrotta."

"Bisognerà avere molta pazienza. Non ci sarà un giorno “uno” specifico e determinato ma la ripresa sarà molto lenta, difficile e graduale. Credo che il ritorno alla più o meno “normale” vita sociale avverrà dopo l’estate. Poi registreremo un periodo ancora difficile di assestamento economico ed alla lunga sarà bellissimo perché ci sara un grande boom: lo insegna la storia e lo dimostra il modo in cui le economie mondiali si sono riprese dopo avere affrontato diversi periodi duri. Certamente nulla sarà comunque più come prima e sarà molto ridimensionato il concetto del “business as usual”. Le imprese considereranno la sanità non più come un costo ma bensì come una delle basi per lo sviluppo della attività. Al riguardo, la emergenza coronavirus ha mostrato che i tagli alla sanità pubblica pregiudicano l’intero sistema socio-economico e tutti i governi compreso il nostro dovranno ripensare i propri scopi ed investire nel campo della ricerca medica e chimica per creare mercati capaci di produrre una crescita sostenibile e nei quali la salute sarà considerata realmente come il bene primario.", conclude l'avvocato.
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