Startupper intervista Niccolò Quattrini, Responsabile Relazioni Nazionali e Internazionali di Affidaty SpA


Niccolò Quattrini è il Responsabile Relazioni Nazionali e Internazionali di Affidaty S.p.A, società di cui è stato co-fondatore dal 2016, una  realtà altamente innovativa autrice di soluzioni rivoluzionarie volte all’identificazione e all’approfondimento delle più moderne tecnologie di gestione e condivisione dei dati.
Quattrini Ha conseguito una Laurea Magistrale e una Laurea Specialistica in Economia Aziendale (Governo e direzione d’impresa) presso l’Università degli studi di Firenze e accumulato numerose esperienze professionali sia in Italia che all’estero.
In Affidaty si occupa principalmente della promozione, elaborazione, gestione e coordinamento degli accordi e delle convenzioni con Istituzioni nazionali e straniere, progetti di cooperazione internazionale, oltre alla creazione e rispettiva gestione di pubbliche relazione aziendali a 360°.

Ci parli della startup, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore...

Sicuramente la start-up che ha caratterizzato la mia vita e la mia professione è quella per cui sto lavorando. Affidaty è nata nell’Aprile del 2016 da un idea di Dane Marciano, CEO e Founder della società che, insieme ad altri 4 soci co-fondatori, tra cui il sottoscritto e Riccardo Setti, che ci tengo a citare in questa intervista, oggi tenta il posizionamento come Technology provider tra gli attori dei registri distribuiti di fiducia
Nel 2017 si trasforma in una Società per Azioni a seguito dell’identificazione di un segmento di mercato per il quale ha sviluppato una tecnologia blockchain atta a consentire sviluppi in tal senso, tanto che nel Novembre dello stesso anno diventa anche co-founder di Infrachain, un’organizzazione che intende coadiuvare gli enti regolatori nella ricerca e nello sviluppo di registri di fiducia distribuiti ogni utilizzo quanto più conformi alle normative (GDPR) a livello europeo.

Quali fattori hanno portato al successo la sua start-up?

Partendo dal presupposto che ancora non siamo minimante vicino a dove vogliamo arrivare, posso dirvi in tutta franchezza che, per arrivare dove siamo adesso c’e voluto tanto coraggio e ce ne vorrà ancora altrettanto, se non di più.
Nella vita bisogna rischiare e fare ciò che si sente dentro, bisogna fidarsi dei propri partner e sopratutto bisogna avere una buona guida aziendale. Per grandi progetti occorre un visionario che abbia chiaro il disegno generale delle cose e che sappia dove andare con precisione, poiché quando navighi a vista ogni ombra potrebbe essere uno scoglio. A tal senso mi sento di encomiare dapprima la squadra che non delude mai le aspettative ed in fine il CEO Marciano che ha saputo tracciare una rotta impossibile riuscita alla perfezione.
Perciò se dovessi dire quali siano le condizioni che portano al successo di un progetto, senza ombra di dubbio direi le persone che ci lavorano. Occorre mantenere sempre un pensiero pro-attivo, prendendo molte iniziative visionarie per affrontare gli ostacoli che fanno parte di ogni sfida. Il successo, come lo immaginiamo noi, è ancora molto lontano e perciò, partendo dal presupposto che nulla è impossibile, attraverso le nostre azioni invitiamo altri a prendere esempio. Quello che ci motiva e ci gratifica è la condivisione dei valori e dei successi.

Cosa consiglierebbe ad un giovane startupper?

Consiglio senza alcun dubbio di mettersi in gioco, di porsi sempre nuove sfide, di lavorare con passione solo su ciò che gli interessa veramente, di rischiare , di credere fermamente nelle proprie intuizioni, di coltivare con cura le proprie idee, di circondarsi di persone valide e stimolanti, di affrontare le proprie paure con dignità e mai con timore, di avere pazienza, di gestire al meglio le proprie energie mentali e fisiche, ma sopratutto di ottimizzare il tempo.
Un elemento molto importante che mi sento di aggiungere è la pianificazione relativa agli obiettivi, studiando al meglio il settore in cui vogliono operare, ma sopratutto di fare sempre di più di quello che gli altri si aspettano. La maggior parte delle persone sognano il successo… mentre altre si svegliano e lavorano sodo per raggiungerlo.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

L’Italia è un paese fantastico che costantemente mette alla prova, le opportunità sono ad un centrimetro da noi, siamo un popolo di veri innovatori e possiamo ritenerci eccellenze in moltissimi settori. Non a caso il “Made in Italy” è un brand importantissimo a livello globale.
La sfida più grande di chi affronta un periodo “forte” e in apparenza negativo è quella di non lasciarsi sopraffare dalla crisi e di non permettere alla stessa di influenzare l’arrivo del periodo fiorente o di non riconoscerlo. Questa parola “crisi” nasconde veramente al suo interno un sinonimo chiamato opportunità, in primis perché tali periodi ci consentono di riflettere su noi stessi e su chi siamo.
Durante questi periodi dobbiamo esaminare la situazione, individuando i cambiamenti che caratterizzano le crisi, poiché ogniuna ha le sue ragioni e solitamente riguardano eccessive speculazioni in un determinato settore o in determinati segmenti di mercato. Ciò che è necessario osservare quando si manifestano è proprio la loro origine settoriale e, quindi, ripercorrere i passi che hanno portato a quella condizione, apprendendo cosa dover e non dover fare per aggirarla, cambiando segmento o settore di punta. Uno dei modi più utili per aggirare questa condizione può essere ad esempio rivalutare i nostri obiettivi e trovare nuove soluzioni per risolvere vecchie o nuove problematiche.


Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare?

La scelta di puntare su un settore piuttosto che un altro dipende solo ed esclusivamente dal carattere e dalla vocazione di chi si troverà ad operare una scelta di questo tipo, poiché senz’altro il settore funebre andrà sempre di moda, tuttavia non credo che possa essere l’ispirazioni di tutti.
Ad ogni modo, ciò che ritengo importante chiarire è che in qualunque settore può esserci una buona innovazione in attesa di essere portata alla luce. L’innovazione infatti è modo nuovo, spesso più economico o più efficiente, di fare qualcosa in qualsiasi campo. Per questo si può puntare sull’innovare qualcosa già esistente, ma che può essere migliorata. In particolare nel settore tecnologico, in cui la storia è ancora tutta da scrivere, si può azzardare ad innovare realizzando qualcosa che prima non esisteva, intraprendendo la difficile strada raccontata anche da Peter Thiel nel suo celebre libro "From 0 to 1”. Io ho scelto di seguire folli visionari che uniti sotto la bandiera di Affidaty S.p.a. percorrono uniti sentieri inesplorati e, detto francamente, consiglierei a tutti coloro che amano le avventure di fare lo stesso.
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