CFO e commercialista: due figure chiave per il successo dell’impresa


Di Andrea Pietrini – Chairman YOURgroup e Managing Partner yourCFO

Mi chiedono spesso qual è, secondo me, il rapporto tra il CFO – erogato in modalità service – e il mondo dei professionisti di impresa, in particolare quello dei Commercialisti, dato che entrambe le figure agiscono nell’ambito amministrativo aziendale, riferendomi all’area amministrativa in un’accezione molto ampia che comprenda attività quali l’area della fiscalità, quella normativo-contabile, il controllo di gestione, la tesoreria e il cash management e la finanza ordinaria e straordinaria.

Penso che si debba partire da un contesto più generale per comprendere come il mondo dell’Area Amministrazione, Finanza e Controllo stia evolvendo e dovrebbe ulteriormente evolvere.
Nell’ultimo decennio l’aumentata complessità della situazione economica generale, conseguente alla globalizzazione e allo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate, ha fatto emergere le carenze delle nostre aziende, particolarmente delle PMI – prevalentemente a carattere famigliare e ancorate a modelli di gestione tradizionali – nel rispondere adeguatamente al cambiamento.

Si è discusso spesso di come la dimensione delle nostre aziende sia un fattore penalizzante per competere adeguatamente sui mercati globali. A mio avviso non si tratta di stigmatizzare il modello PMI, che peraltro si sta dimostrando vincente nel contribuire alla crescita di alcuni paesi in rapido sviluppo, bensì di farci promotori di un cambiamento culturale offrendo alle nostre imprese modelli e strumenti più consoni ad adattarsi a un futuro in rapida evoluzione, coniugando tradizione e innovazione.

A meno di un salto quantico – difficilmente prevedibile nel breve termine anche per oggettivi limiti di sostenibilità economico-finanziaria – reputo sia irrealistico pensare che le PMI possano o che anche debbano necessariamente dotarsi di un’ossatura manageriale stabile che garantisca le competenze necessarie per progettare strategicamente e pianificare l’ineludibile transizione culturale, prevenendo eventuali crisi, siano esse finanziarie, organizzative, ecc….

E’ fondamentale perciò che il mondo dei servizi alle imprese, in prospettiva, sia in grado di proporre nuove soluzioni, sempre più specialistiche per soddisfare bisogni ampiamente diversificati, per sopperire ai vuoti temporanei di competenza, affinché tali vuoti vengano stabilmente colmati.
Per intenderci su come possano essere diversi i bisogni da soddisfare basti pensare a quanto siano differenti le competenze e le modalità di intervento necessarie per gestire un passaggio generazionale da quelle per accompagnare un’azienda al concordato.

Per questo motivo il CFO che svolge attività di CFO service:

  • concentra la sua attività su tematiche quali tesoreria, banche e pianificazione finanziaria; gestione del capitale circolante (crediti clienti, debiti fornitori, gestione delle scorte; controllo di gestione budget e business plan; supporto operativo alle operazioni di Corporate Finance, M&A e quotazione e supporto operativo ai piani di ristrutturazione del debito e rilancio aziendale
  • ha un solido background aziendale ed opera in base a un mandato specifico per un periodo di tempo definito.
  • è una figura fortemente operativa, che si interfaccia con l’intera organizzazione aziendale in modalità on-site, in grado di soddisfare il fabbisogno di managerialità mirata e temporanea indispensabile nella gestione dei momenti di crisi aziendale e altrettanto indispensabile nei momenti di crescita e di transizione per l’implementazione delle best practises a sostegno dell’attività direzionale, svolgendo spesso un’importante attività formativa su quadri e referenti aziendali.
  • è inoltre nella natura del compito assegnato al CFO quella di raccogliere, analizzare e soprattutto sintetizzare, verificandone la veridicità, le informazioni che attengono ai fatti e alle tendenze aziendali, dandone un quadro comprensibile ad un sempre maggiore numero di stakeholders – interni ed esterni all’azienda – per supportare l’attività decisionale e/o di consulenza.
In base alla mia esperienza i migliori risultati si ottengono quando il CFO opera in team con i consulenti aziendali, generalmente il commercialista (consulente per eccellenza dell’impresa) e in casi specifici con l’avvocato. Professionisti che, sebbene operino all’esterno dell’azienda – in quanto intermediari verso la Pubblica Amministrazione e il sistema giudiziario – per il carattere fiduciario della relazione con l’imprenditore sono depositari della STORIA aziendale, storia di cui è fondamentale tenere conto per indirizzare le modalità di intervento.

D’altra parte, una volta esaurito l’intervento del CFO – che come abbiamo sottolineato ha una natura temporanea o per lo meno “flessibile” – affinchè si generino risultati duraturi è comunque basilare un presidio da parte della figura che ha un rapporto di continuità con l’imprenditore affinché quanto implementato in sede di intervento venga sistematicamente e opportunamente gestito.
Operando nello stesso contesto, con ambiti chiari, io vedo grandi opportunità dalla collaborazione tra il CFO e il Commercialista, anche e soprattutto, sotto forma di CFO service.

Si tratta di due figure che concorrono, o possono concorrere, in maniera virtuosa sia al benessere dell’azienda, che al benessere reciproco. Nella mia esperienza di CFO ho collaborato infatti con tantissimi Commercialisti, che mi hanno dato sempre grande sicurezza sulle tematiche di loro specifica competenza, in particolare quella fiscale e quella societaria e, d’altra parte i Commercialisti con cui mi sono interfacciato beneficiavano, nell’avere in azienda un’interfaccia preparata e che parlasse loro lingua, di una maggiore efficienza nelle loro attività di supporto all’azienda, trovando inoltre molto spesso anche un prezioso alleato nel dare suggerimenti e consigli di buona gestione all’imprenditore e al management attraverso un confronto professionale arricchente.

Per questo motivo ritengo che dalla collaborazione di figure così importanti per il benessere aziendale possono nascere benefici per tutto l’ecosistema aziendale e posta innescarsi un circolo virtuoso che crei valore per l’azienda per l’azienda, il Commercialista e il CFO e che pertanto tale collaborazione vada stimolata e ricercata in ogni modo e in tutte le sedi.
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