Pcup, round da 450 mila euro per l'eco-bicchiere che sostituisce la plastica usa e getta


Obiettivo massimo raggiunto: Pcup, la startup che ha ideato il bicchiere in silicone con chip incorporato come alternativa alla plastica usa e getta, ha raccolto 450 mila euro nei due mesi di campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Crowdfundme, che si è conclusa pochi giorni fa. Sono 238 gli investitori che hanno portato il loro contributo – il chip minimo era fissato a 250 euro – diventando soci complessivamente del 3,6% dell’azienda, valutata 4 milioni di euro.

«Siamo strabiliati dal risultato - commentano Lorenzo Pisoni e Stefano Fraioli, founders di Pcup - che va oltre le ogni nostra aspettativa. Come avevamo visto nella nostra prima campagna di crowdfunding del 2018, il successo è merito della passione, dell'intelligenza e del tempo che collaboratori e soci, vecchi e nuovi, hanno gratuitamente dedicato a raccontare e costruire Pcup. Come per ogni startup in early stage, l'asset principale per partire e crescere è il capitale umano di chi ci crede, e il nostro è di primissimo ordine. Ringraziamo Jukka Lora per l'inconfondibile stile e l'affidabilità con cui comunica Pcup al mondo esterno, da ormai un anno,

Antonio Rancati per le decine di incontri pubblici e privati con cui istituzionalizza Pcup, giorno dopo giorno, come pratica virtuosa per cambiare effettivamente il mondo, Giovanni Melotti, che tra tante grandi responsabilità non si fa sfuggire il più piccolo dettaglio di Pcup, raddrizzando decisioni cruciali, Jacopo Ferraris per raccontare la nostra visione meglio di noi stessi, muovendo le montagne.
Un ringraziamento speciale va ad Aquarium Ventures, per il suggerimento di usare il crowdfunding come strumento di finanziamento, l'oculata scelta dei fornitori di questa campagna e la loro gestione, e l'anticipo delle nostre spese».

Nel corso di due mesi di campagna Pcup è stato adottato nei locali di Novara e Arona, sul Lago Maggiore, ed è stato presentato a una serie di interlocutori: a Rimini agli operatori turistici della riviera romagnola, all’amministrazione comunale di Matera, città Capitale europea della cultura 2019, e ancora al quinto Forum del lusso possibile a Porto Cervo, a fianco dei presidenti delle regioni Liguria e Sardegna, Giovanni Toti e Christian Solinas. Ovunque ha suscitato grande interesse.

Pcup, il cui nome è la sintesi di “public cup”, è un bicchiere in silicone dotato di un chip montato sul fondo. Il silicone dona al bicchiere flessibilità, in linea con le normative sulla sicurezza (a differenza del vetro e della plastica rigida), e lo rende adatto ai grandi eventi, dai concerti agli stadi. La sua “anima” digitale lo trasforma in un device dell’Internet of Things: i clienti possono collegare chip e smartphone e pagare online saltando la fila alla cassa; i promotori possono raccogliere dati preziosi sulle abitudini di consumo. Ogni consumazione è conteggiata su uno schermo che mostra in tempo reale quanti bicchieri usa e getta (e quanta plastica) vengono risparmiati.

È il vuoto a rendere il modello di business più diffuso per chi adotta Pcup. All’ingresso dell’evento il cliente riceve un bicchiere pagando una cauzione che, se sceglie di riconsegnarlo all’uscita, gli viene restituita. Ma l’avventore può anche decidere di portare a casa l’oggetto, che si trasforma così in un gadget da conservare.

Per ordinare da bere si può seguire il metodo tradizionale, pagando alla cassa in contanti, oppure quello immateriale: si scarica la app Pcup, ci si registra e si accosta lo smartphone al chip. Da quel momento il bicchiere è collegato al proprio profilo, che può essere ricaricato di una somma di denaro da qualsiasi carta. Per ordinare basta scegliere la bevanda dal listino nella app e presentarsi al bancone, saltando la fila alla cassa. Il barista appoggia il bicchiere a un lettore che gli comunica l’ordine e finalizza il pagamento. Il cliente può disconnettere quando vuole il bicchiere dal suo profilo.
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