Perché ha ragione il Senatore Crimi nel voler normare le professioni della Comunicazione


Stamattina, il nostro Direttore, Carmelo Cutuli, nella sua qualità di Presidente del settore confederale della Comunicazione di CONFASSOCIAZIONI, ha rilasciato una dichiarazione in merito alle ultime dichiarazioni del Senatore Vito Crimi sulle professioni della Comunicazione.

Cutuli ha accolto con piacere l'interesse del Senatore Crimi verso la L. 4/2013, che prevede l'iscrizione delle Associazioni Professionali in un elenco depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico. "La Legge 4/2013 - dichiara Cutuli in una nota -  in combinazione con le normazione UNI delle professioni non regolamentate, rappresenta sicuramente la via più semplice e diretta per definire e sostanziare figure professionali oggi di fatto esercitate e richieste sul mercato come quelle del comunicatore d'impresa o il relatore pubblico, fino a quelle più innovative come il social media manager, il place brander o l'influencer. Professionalità che nascono negli ultimi anni dal cross-over di varie discipline come l'informatica ed il marketing e trovano nel settore della Comunicazione l'ambito più adeguato di collocazione."

Auspicando una concertazione con gli attori dell'associazionismo professionale di questa categoria, Cutuli esprime tuttavia qualche perplessità sull'abolizione dell'Ordine dei Giornalisti "la cui abolizione getterebbe nel caos più di un comparto. Peraltro, come il Sen. Crimi ben sa, ai sensi della L. 3 febbraio 1963, n. 69, l'Ordine dei Giornalisti è un Ente vigilato dal Ministero della Giustizia, per via della particolare natura della professione specifica del giornalista che ne implicano l'assoluta necessità di regolamentazione."

"Ciò da solo - conclude Cutuli - ne renderebbe il semplice trasferimento di questa categoria professionale nell'elenco delle professioni non regolamentate alquanto improbabile".

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