Mondo del lavoro: ricerca dell’Istituto Piepoli in collaborazione con ANGI


L’Istituto Piepoli in collaborazione con ANGI, l'Associazione Nazionale Giovani Imprenditori presieduta da Gabriele Ferrieri, ha recentemente presentato lo studio intitolato “I giovani tra aziende, mondo del lavoro e politica”. Il sondaggio si è svolto con metodologia mista CATI – CAWI, su un campione di 510 casi, rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, grandi ripartizioni geografiche e ampiezza centri proporzionalmente all’universo della popolazione italiana.

Dallo studio è risultato che quando i giovani si affacciano nel mercato del lavoro incontrano difficoltà legate al fatto che non hanno ancora l’esperienza che gli viene comunque richiesta. Ai ragazzi di età compresa dai 18 ai 34 anni sono state poste alcune domande, eccole: “Quali sono le difficoltà che impediscono di trovare lavoro in Italia?”, con una percentuale pari 39% i ragazzi hanno risposto che vi sono scarse risorse per avviare un’attività o un’impresa, e con il 26% la “troppa burocrazia” che ostacola l’approccio all’imprenditoria e più in generale al mondo del lavoro.

Per quanto riguarda l’importanza del possesso della laurea: “Secondo lei in che misura il possesso di una laurea costituisce un canale preferenziale per trovare lavoro?” Il 60% dei ragazzi ha risposto che è necessaria – se non indispensabile – il possesso della laurea per accedere al mondo del lavoro. Per quanto attiene invece ai problemi che si riscontrano nel rapporto tra aziende-laureati: “Secondo lei quali sono i principali problemi che sorgono nel rapporto aziende-laureati?” Il 34% dei millenials pensa che manchi un ponte che metta in comunicazione gli studenti laureati con il mondo del lavoro.

E alla domanda: “Secondo lei, chi dovrebbe fare qualcosa in più per mettere in contatto studenti e aziende? I giovani pensano che le Università (con il 48%) dovrebbero introdurli nel mondo del lavoro con stage, tirocini, formazione adeguata. E al secondo posto lamentano l’assenza dello Stato (47%). Infine, per quanto riguarda l’accesso al credito alla domanda “In che misura i giovani hanno difficoltà ad accedere al credito per avviare una prima attività lavorativa? L’86% del campione ha risposto che esiste una esasperata difficoltà ad accedere al credito per poter intraprendere la strada dell’autoimprenditorialità.

 Di contro è risultato che le nuove generazioni credono nella meritocrazia e cercano la possibilità di essere subito messi alla prova appena finito il proprio percorso formativo, e – nonostante tutto – credono molto nel fare impresa, più del resto della popolazione del paese Italia.



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