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Roberta Marcenaro Lyon, CEO di Imark Holdings


Roberta Marcenaro Lyon, classe 1977, originaria di Villanova d’Albenga, in provincia di Savona, è amministratore delegato di una importante società con sede negli USA la iMark Holdings, che si occupa di fornire assistenza alle aziende europee interessate a investire nel Nord America, nonché Professore aggiunto al Dipartimento di Ingegneria del Politecnico di Milano, rappresentante per gli Stati di Washington, D.C. e Texas per la American Chamber of Commerce of Italy, Roundtable member di Sistema Italia presso l’Ambasciata italiana di Washington, D.C., e parte della Society of Military Engineers, American Society of Civil Engineers, American Planning Association, e dell’American Marketing Association.

Ci parli dell'iniziativa, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore ...

Le iniziative che hanno caratterizzato la mia vita lavorativa in generale e la mia vita qui negli Stati Uniti sono molteplici e ognuna unica e importante a modo suo.
Il poter lavorare tutti i giorni con aziende italiane portandole al successo in un paese competitivo ma allo stesso tempo meritocratico come gli USA è di per sé un piacere quotidiano.

Tra i settori che mi appassionano di più per indole e per i miei studi sicuramente ci sono l’architettura e il design made in Italy. Da sempre, infatti, sono appassionata di design, passione che coltivo non solo nella mia vita lavorativa ma anche nella mia vita personale. Il design made in Italy, inoltre, ha un posto privilegiato nel cuore degli americani che riconoscono la passione e la grande tradizione che hanno le nostre aziende.

Grazie alla vasta rete di conoscenze che vanta Imark Holdings, da un anno stiamo lavorando con Sangiorgio mobili una vera eccellenza del design made in Italy, basata a Biassono subito fuori Milano e contractor di importanti progetti in giro per il mondo. Sangiorgio è presente negli USA da solo un anno ma, grazie ai contatti di Imark siamo riusciti a portarli a gareggiare per diversi progetti dalla East Coast al Texas e stiamo ora portando avanti un importante progetto nello stato di New York di cui non possiamo ancora svelare i particolari ma che coinvolgerà anche l’arte italiana.

Quali fattori hanno portato al successo la sua iniziativa?

I punti di forza di Imark sono il network di contatti con i key players del mercato, l’estrema rapidità nel portare le aziende che si affacciano al mercato USA al successo e l’accesso ad informazioni privilegiate.

In questo caso specifico, Imark ha avuto la possibilità, grazie alla sua vasta rete di conoscenze, di incontrare l’architetto responsabile del progetto nel momento in cui il progetto era ancora nella sua fase iniziale.

Durante il primo incontro con Imark, l’architetto ha avuto la possibilità di apprezzare lo stile elegante, la cura nei dettagli e l’estrema attenzione alla qualità tipiche di Sangiorgio che il committente del progetto stava ricercando. L’architetto ci ha, quindi, invitato a collaborare al progetto sin dalla sua fase progettuale mettendoci in gara con altri possibili fornitori.

La professionalità e flessibilità del team di Imark e di quello di Sangiorgio nel rispondere alle richieste dell’architetto, venendo incontro alle sue esigenze e l’estrema competitività economica, anche rispetto ad aziende locali, hanno fatto sì che sia l’architetto che il committente del progetto fossero estremamente soddisfatti della proposta di Sangiorgio e ci scegliessero come partner del progetto.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse oggi confrontarsi con il settore di sua competenza?

Ai giovani di oggi consiglio di essere elastici e di non smettere mai di imparare e di avere ben chiaro con chi vogliono confrontarsi. Il mercato del lavoro, in generale, al giorno d’oggi è estremamente mutevole e le crisi degli ultimi anni ci hanno insegnato che bisogna essere molto preparati ad assorbire i colpi velocemente e ad essere sempre imprenditori di se stessi, sapendosi reinventare.

Per quanto riguarda il mio settore e gli Stati Uniti in generale è fondamentale saper coltivare le relazioni per arrivare velocemente agli obiettivi che ci si è prefissati è, inoltre, importantissimo essere al passo con i tempi e con le nuove tecnologie soprattutto qui in questo momento in cui il tech sta diventando sempre più parte integrante delle nostre vite.

É un’affermazione verissima, la nostra è, infatti, un’azienda di successo nata in un momento di crisi.

Imark nasce, infatti, nel 2008 proprio a cavallo della grandissima crisi dei mutui subprime che ha investito gli Stati Uniti e che, a seguire, avrebbe investito anche l’Europa e, dall’anno della nostra fondazione, non abbiamo registrato neanche una battuta di arresto, anzi, una continua e costante crescita. Per questo ci e’ voluta lungimiranza.

Per quanto riguarda l’Italia e avendo a che fare con aziende italiane tutti i giorni, vedo immense possibilità per i giovani soprattutto per coloro che hanno voglia di fare, le opportunità ci sono in molti settori, soprattutto quelli più all’avanguardia, siamo, infatti, un paese ricco di aziende che primeggiano a livello mondiale nei loro settori di appartenenza, il design, le soluzioni tecniche di ingegneria, il cibo “rinventato” e l’architettura sono solo un esempio.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare ai giovani?

Data la mia esperienza e l’osservazione costante del mercato italiano sicuramente le nuove tecnologie e i settori legate al settore dell’ingegneria sono i più richiesti è sufficiente guardare i colossi della tecnologia, come ad esempio Amazon e Microsoft, che cosa cercano in questo momento, ma anche Google ed Apple.

Ho potuto osservare piacevolmente anche un ritorno a quelli che sono i mestieri artigianali di una volta, legati al territorio, ai distretti di cui in Italia siamo pionieri e detentori di vere eccellenze, al made in Italy e all’alta qualità, trend assolutamente in crescita anche negli USA. Anche in questi casi, però, ritengo che sia fondamentale avere sempre un occhio a quelle che sono le nuove tecnologie e osservare attentamente quello che potrebbe essere il futuro di quella professione e la sua naturale evoluzione, insomma essere sempre capaci di lungimiranza ed essere informati e di avere, come dicono qui negli USA, il “Big Picture” sempre chiaro.

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