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Intervista a David Carelse, chitarrafacile.com

Perché nasce chitarrafacile.com?

Chitarra Facile nasce prima di tutto per passione, anzi dall’incontro di 2 mie grandi passioni: internet (ci ho fatto anche la tesina del diploma) e la chitarra. All’inizio volevo semplicemente “parlare” della mia passione su internet con un blog. Poi, le persone con cui lavoravo, quando mi hanno sentito suonare mi hanno detto che avrei dovuto fare un corso di chitarra online.

Io non ero molto convinto. Non mi sentivo in grado di realizzare qualcosa di così impegnativo e complesso. Ho iniziato prima facendo un corso gratuito, che non ha nulla a che vedere con il corso gratuito che c’è adesso online, era una versione molto più grezza, un po’ più difficile e poi comparivano alcune foto di me con la testa piena di ricci. Poi però leggendo i commenti delle persone che facevano il mini-corso gratuito mi sono reso conto che potevo fare un corso completo, ma soprattutto, le persone me lo richiedevano a gran voce.

Questo perché non esistevano (e non esistono tutt’ora) corsi così facili e divertenti come il mio. Le persone vedevano che con il mio corso riuscivano a suonare e divertirsi da subito, mentre con un maestro, con un libro o con gli altri video online stavano a guardare video per delle ore senza capire o riuscire a fare praticamente niente. La frase tipica era “ho provato vari corsi e metodi, ma solo con te sono riuscito a suonare veramente”.

Quindi ho realizzato in circa 6 mesi di duro lavoro il primo corso completo. E da li poi è nato tutto.

Online esistono diverse proposte e tutorial per imparare la chitarra, in cosa si differenzia la vostra proposta?

Prima di tutto sono l’unico che si rivolge solo ed esclusivamente a persone che vogliono solo divertirsi e non a chi vuole diventar e un professionista. Anzi, io lo sconsiglio a chi vuole fare le cose molto seriamente per trasformare la passione in un lavoro.

Poi il metodo che ho creato è innovativo e si differenzia da tutti gli altri che sono creati sempre seguendo lo stesso metodo di oltre 50 anni fa. Gli altri cercano di spiegare in modo più facile possibile. Io ho creato un metodo innovativo seguendo la teoria del flusso di uno psicologo ungherese.

Infine, sono l’unico con cui le persone riescono già a suonare nel giro di 1 ora una canzone completa. Molto semplice, ma completa! È l’obiettivo del corso gratuito e ogni giorno ricevo testimonianze di persone che ce la fanno.

Chi sono i vostri clienti? Tutti giovani ed alle prime armi

Non solo, anzi. In realtà la maggior parte delle persone che comprano il metodo completo ed imparano grazie a quello, hanno dai 30 anni in su. Molti pensionati anche.

Diciamo che molti avevano provato già una volta a suonare la chitarra, ma per via dei metodi che hanno incontrato con insegnanti, scuole e libri vari hanno mollato quasi subito. Poi vedendo il mio corso hanno capito che forse non erano loro ad essere “sbagliati”. Così si sono dati una seconda possibilità che quasi sempre si tramuta in successo!


Nei vostri corsi utilizzate sia dispense che video e gruppi su Facebook, quanto la tecnologia può davvero aiutare ad imparare a distanza e quanto invece resta necessario il contatto diretto? Avete intenzione di ampliare i vostri corsi o di migliorarli sul piano tecnologico?

Se una persona vuole diventare un professionista o il migliore del mondo non può assolutamente farlo da autodidatta. Per il resto, io non sono mai andato a lezioni di chitarra da un maestro. Non sono bravo come un professionista, ma mi diverto alla grande. Chi vuole divertirsi come me, può tranquillamente imparare da solo.

Anche perché io ho studiato solo dai libri. Magari ci fossero stati i video o la possibilità di scrivere personalmente all’autore del corso! Questo oggi è possibile, anzi… è scontato!

Oltre a questo, il gruppo di Facebook aiuta veramente tanto, perché se c’è una cosa che manca è la possibilità di confrontarsi con persone che stanno facendo il tuo stesso percorso, perché se guardi solo le persone che già sanno suonare è molto facile perdere la motivazione.

Il gruppo di Facebook ha avuto un successo enorme proprio perché è utile in questo senso. Ci sono un sacco di chitarristi che stanno imparando a suonare e mostrano i loro piccoli e umili progressi. Chiedono aiuto e si confrontano su alcuni argomenti tecnici o sulle difficoltà che stanno incontrando.

Questo è stato un grosso passo in avanti nel mondo dell’autodidattica.

Per i vostri corsi dite che avete utilizzato le tesi della “Teoria del flusso” dello psicologo Mihály Csíkszentmihályi, ci può spiegare meglio di cosa si tratta?

In pratica questo psicologo ungherese ha studiato cosa succede e come si può creare uno stato di flusso che è quella sensazione incredibile che si prova quando si sta cercando di raggiungere un obiettivo e mentre si sta lottando per raggiungerlo ci si dimentica di tutto il resto e perfino dei bisogni primari.

È un fenomeno che viene applicato molto ai videogiochi. Quante volte sentiamo di ragazzi che passano ore davanti alla PlayStation snza rendersi conto che non sono neanche andati in bagno o non hanno neanche mangiato e non riescono proprio a staccarsi?

Succede a volte anche nel lavoro. Ci si mette a lavorare ad un progetto ed il tempo sembra non passare mai. Questo succede soprattutto per qualcosa che ci piace molto e che ci appassiona.

Questo stato altamente produttivo si ottiene quando stiamo facendo una serie di cose dove cresce il livello di sfida mentre allo stesso tempo crescono anche le tue abilità. In questo modo continui ad essere super motivato a continuare quello che stai facendo.

Gli altri corsi di chitarra hanno il livello di sfida troppo alto, e quindi succede che si perde la motivazione, perché non si riesce a progredire facilmente. Mentre i videogiochi che fanno finta di poterti insegnare a suonare la chitarra giocando, hanno il livello di sfida troppo basso e quindi ci si annoia.

Il metodo Chitarra Facile è stato creato appositamente per avere un giusto livello di sfida con il progredire delle proprie abilità in modo da creare questo stato di flusso e mantenere sempre alta la motivazione e l’autostima.




6) Tenete anche a precisare che i corsi di chitarrafacile.com sono per chi “si vuole divertire” con la chitarra, e non per chi vuole diventare un professionista. Perché, che differenza c’è tra questi tipi di corso e quelli adatti a chi vuole cominciare un percorso più serio?

Prima di tutto si parte da zero, poi se una persona vuole fare il professionista deve necessariamente essere seguito da un maestro reale in carne ed ossa, perché così si corregge ogni piccolo dettaglio per essere sempre al top.

Ci sono comunque corsi da fare come autodidatti per chi è più esperto, ma non sono per nulla comprensibili per chi sta iniziando da zero. Bisogna per forza essere già molto competenti in termini di teoria musicale, armonia e chitarra di base. Ci sono dei corsi online che vengono venduti come “corsi base” ma che in realtà rientrano in questa categoria e per questo le persone si demotivano e pensano di “non essere portate per la chitarra”, cosa che non ha alcun senso.



7) La chitarra affascina sempre tante persone, forse è uno degli strumenti che associamo di più alla socializzazione, agli amici, al divertimento, perché secondo lei?

Perché è uno strumento che puoi portare con te facilmente ovunque e che è perfetto per accompagnare la voce. Anche il piano sarebbe un ottimo strumento per accompagnare una voce, ma la vedo dura andare in spiaggia con il pianoforte insieme agli amici!

La chitarra è comoda, riesci a fare un accompagnamento perfetto ed ha il volume giusto per cantarci sopra.



8) Ci può indicare qualche bel video dei suoi “studenti” che suonano?
Certo, c’è un video in cui io suono “Stand By Me” insieme ad altri 19 studenti (alcuni di quelli avevano iniziato da pochissimo), c’è un altro video in cui suono “Redemption Song” insieme a Riccardo un ragazzino di 11 anni, autodidatta con il metodo Chitarra Facile. Poi c’è la video-testimonianza di Gianfranco, un mio studente che dopo un anno mi ha lasciato questa testimonianza dove alla fine si mette a suonare “Sultans of Swing” dei Dire Straits.

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