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Primo parco al mondo di realtà virtuale immersiva in Italia

In provincia di Udine, a Feletto Umberto, comune di Tavagnacco, il futuro è già arrivato. Apre infatti i battenti 3D World Arena, il primo parco tematico al mondo dedicato alla Hyper Reality.

Dietro questa grande e innovativa avventura c’è la giovane Startup italiana SNR S.r.l. nata dall’idea di Massimiliano Soresini e composta da diversi imprenditori che hanno creduto nell’iniziativa. Instancabile e vulcanico programmatore informatico, Massimiliano ha alle spalle 14 anni di esperienza nel campo della robotica industriale.

3DWA è l’immaginazione che approda nel quotidiano. Entrando nelle varie attrazioni del centro, l’ambiente generato dal computer si fonde con quello fisico. «In 3DWA, se mi avvicino a una finestra virtuale e la apro» racconta Soresini, «sento lo spiffero d’aria fredda o calda che entra». Grazie a speciali sensori e attuatori, le attrazioni in Hyper Reality di 3DWA ci fanno muovere fisicamente all’interno dello spazio simulato. Si tratta di una mobilità del tutto immersiva che «consente di correre, camminare, saltare, sedersi e interagire con cose e persone. Non è un semplice video a 360°, ma un mondo virtuale a tutti gli effetti».

Le esperienze immersive disponibili in 3DWA sono tante. «Oltre ad aver contestualizzato la Hyper Reality» continua Soresini, «utilizziamo da un lato simulatori classici 7D con gli occhialini e dall’altro dispositivi con visori che riproducono viaggi sulle montagne russe, voli su un deltaplano, corse automobilistiche e tragitti in canoa sul Colorado River nel Grand Canyon».

Non solo, ma «ci sono postazioni di 3x3 metri in cui, armati di katane, pistole o archi con frecce laser, diamo battaglia ai robot». Non finisce qui perché, come racconta Soresini, «abbiamo altre postazioni di esplorazione e combattimento che sfruttano vere piattaforme mobili. Qui il giocatore, grazie a una speciale imbragatura, può camminare, correre e saltare pur rimanendo nello stesso punto».

Non mancano aree dove interagiamo addirittura con ciò che abbiamo intorno. «Pensiamo per esempio a un’abitazione coloniale di fine ‘800 o a una casa degli orrori. Una volta entrati, grazie a un visore e alla tecnologia di body tracking tipica del cinema, viviamo in completa libertà tutto ciò che vediamo». Infine, ci saranno le Escape Room in Hyper Reality, con un richiamo a format molto importanti.

Venire al 3DWA significa vivere un’avventura unica nel suo genere. «Al momento» spiega Soresini, «non ci sono altre strutture capaci di offrire un’esperienza simile. È come viaggiare nello spazio e nel tempo senza farlo realmente, dando però alla mente tutti gli stimoli per ricordare questi momenti come se fossero accaduti davvero. È come essere in un film, dove i protagonisti siamo noi».

Le attrazioni sono dedicate a tutte le fasce d’età e hanno un valore importante dal punto di vista fisico e psicologico. «Si va dai 14 ai 90 anni. Ci sono persone molto anziane che possono fare esperienze sul Colorado River, dove la canoa virtuale è in realtà un vogatore da palestra». Se poi qualcuno ha bisogno di scrollarsi di dosso lo stress quotidiano, «basta impugnare un’arma, rigorosamente virtuale, e competere con altri giocatori in sala o, quando ci saranno, con i player presenti in strutture collegate di nostra proprietà o in franchising».

I progetti sono tanti e vanno oltre il semplice intrattenimento. «Questa tecnologia», ci tiene a precisare Soresini, «è rivolta anche e soprattutto alle aziende che hanno bisogno di progettare edifici, processi produttivi, sistemi di manutenzione e molto altro ancora». La realtà virtuale immersiva, infatti, permette di realizzare un impianto e vedere come funziona ancor prima che sia costruito. Le applicazioni sono infinite e spaziano dal campo medico a quello architettonico, passando per la parte gestionale e produttiva.

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