Crowdfunding Baladin OpenGarden

Perché la Birra è Terra!”. Dal "motto" per eccellenza di Baladin, il filo conduttore che anima da sempre il lavoro di Teo Musso nasce oggi un grande sogno: il primo Open Garden della birra artigianale italiana, la Birra "Viva", ispirata dall'amore per la qualità e dal rispetto delle risorse della terra. E il sogno di Teo si prepara a diventare un sogno di tutti: perché questo grande parco sarà completato e quindi aperto a tutti grazie al crowdfunding. Un crowdfunding che, in perfetto stile Baladin, sarà unico.

Un mese, questa la durata della campagna, che partirà ufficialmente da mezzanotte e 1 minuto di stasera e sarà lanciato da una grande festa in tutti i locali Baladin d'Italia domani 19 ottobre.
"Trenta giorni di crowdfunding "intensivo" per far diventare il Baladin Open Garden, nel cuore delle Langhe, un progetto di tutti, costruito da tutti, in cui ogni supporter possa ritrovare una parte di sè e condividere lo spirito di un progetto che vuole fare cultura e creare una community di "Open Gardeners" riuniti intorno ai valori della terra e della birra artigianale - dice Teo Musso -. Questo è per noi il vero crowdfunding, al di là del semplice raggiungimento di un risultato economico. E per questo abbiamo messo in campo una delle più grandi operazioni di crowdfunding "reward based" in Italia, per rendere la nostra community protagonista attraverso un ricco programma di esperienze". A suggellare il progetto, una nuova birra creata dall’estro di Teo e dei mastri birrai di Baladin e non a caso battezzata "Open Garden", prodotta con un malto speciale lavorato all'interno di un micro laboratorio di maltatura artigianale che verrà realizzato in una struttura del parco e che sarà servita esclusivamente alla spina agli ospiti che visiteranno il Baladin Open Garden.

L'inaugurazione del Baladin Open Garden è prevista per il 21 giugno 2017, con una grande festa in cui non mancherà una postazione dedicata ai sostenitori del crowdfunding con degustazioni e omaggi. Tra i reward, si parte dai cavatappi in edizione speciale ricavati dal legno delle botti di affinamento delle pregiate birre Baladin Xayuyù, per arrivare ad una giornata intera insieme a Teo presso il Baladin Open Garden per raccogliere il luppolo o per creare con lui una Birra “Viva” e per conoscerne tutti i segreti. E ancora la birra Baladin Open Garden in formato magnum (1,5 litri) che per la campagna verrà eccezionalmente messa un’unica volta in bottiglia; corsi di degustazione e assaggio, esperienze di pittura meditativa guidate da un monaco zen, le tavole rotonde “una birra con” che permetteranno di conoscere personaggi carismatici con cui parlare di temi legati alla Terra e ai loro mondi quali musica, cucina, gastronomia, arte, birra e tanti altri reward per ripagare chi ha dato il proprio contributo e renderlo pienamente parte di questa grande famiglia.

Baladin è la prima azienda italiana a realizzare un progetto di questa portata finanziato attraverso il crowdfunding, il più ambizioso da quando, nel lontano 1986, Teo Musso ha aperto il suo primo pub trasformato poi nel 1996 in un brewpub, ispirato al mondo del circo e proprio per questo chiamato "Baladin", il "cantastorie". Ne è passato di tempo da allora e oggi Baladin è il più famoso birrificio artigianale italiano indipendente, che a luglio ha inaugurato a Piozzo, piccolo paese affacciato sulle Langhe, il nuovo impianto dalla capacità di 50.000 ettolitri all'anno. Ed è proprio qui, all'interno dei grandi spazi che ospitano la nuova sede di Baladin, che sta prendendo vita il parco di 70.000 metri quadrati dedicato alla Birra "Viva", al rapporto con la Terra, uno spazio Open di nome e di fatto, aperto a tutti e per tutti, appassionati, cultori e non di birra, amanti del buon cibo, famiglie, amici, grandi e bambini che nel nuovo giardino di Baladin potranno trascorrere giornate in relax, conoscere da vicino come nasce una birra dal campo al bicchiere (anzi, il TEKU), fare degustazioni di birra e prodotti del territorio grazie ai mercatini locali (ogni visitatore potrà, a sua scelta, cucinare il proprio cibo o quello acquistato nel parco o affidarsi in parte o del tutto agli chef Baladin) ma anche solo passare dei momenti assieme in totale serenità.

Ma l'Open Garden di Baladin vuole essere molto di più, incarna dei valori che hanno radici antiche: "È prima di tutto uno spazio all'insegna dell'agricoltura e della rivitalizzazione di un territorio che, lontano dai grandi agglomerati urbani, ritorna ad essere punto di ritrovo per la comunità, sempre aperto e fruibile da chiunque - dice Carlo Petrini, fondatore di Slow Food -. Una realtà che sarà anche teatro delle tante sinergie che attiveremo con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che proprio qui avrà una sorta di "succursale", grazie all’impianto didattico voluto da Teo e che verrà utilizzato per far vivere a tutti gli studenti l’esperienza di produrre una birra “viva”."

E ancora Baladin Open Garden vuole dire: un ritrovo che diventa anche volano per l’economia del territorio; un'occasione per difendere il lavoro e l'identità delle piccole aziende locali attraverso l'autoproduzione, un approccio che può ridurre la dipendenza dal sistema di mercato costruito su misura per le multinazionali; un connubio tra tradizione, artigianalità e modernità, attraverso l'utilizzo di una tecnologia all’avanguardia e allo stesso tempo rispettosa delle risorse e dell'ambiente, in un'ottica di economia circolare dove anche lo scarto diventa risorsa; un punto fermo sui temi di filiera italiana e Made in Italy grazie alla completa tracciabilità, tutta italiana, delle materie prime, dei prodotti e dei processi.

E, non da ultimo, Open Garden significa anche recupero di luoghi storici che altrimenti andrebbero perduti, come testimoniato dalla grande cascina del 1600 che ospiterà il forno a legna per il pane, i mercati dei produttori locali, la macelleria, il pub, la sala convegni, il laboratorio del cioccolato artigianale e che verrà ristrutturata e resa operativa grazie all’aiuto di tutti i donatori per farla tornare a nuova vita. Inizialmente il parco sarà aperto garantendo tutte le funzionalità la domenica per poi arrivare ad un’operatività che copra il fine settimana entro tre anni. Rimarrà a disposizione nei giorni della settimana ma non con tutti i servizi a disposizione dei visitatori.

Valori antichi che, ora, quasi paradossalmente, saranno resi possibili e "vivi" grazie ad una delle massime espressioni della sharing economy, il crowdfunding. Un mese di tempo, una piattaforma di nuova generazione sbarcata da pochi mesi in Italia (Indiegogo, 800 milioni di dollari finanziati in più di 100mila progetti in tutto il mondo in 7 anni), duecentomila dollari da raccogliere e ancora un miglio di parco da costruire. Per trasformare un grande sogno in realtà e renderlo aperto, anzi OPEN, a tutti.

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