B-Story, la startup che aiuta le imprese nella comunicazione

Anche il mondo della comunicazione e del marketing sforna start up. E’ il caso di B-Story, nata all’inizio di quest’anno con l’obiettivo di aiutare le aziende a governare i propri contenuti in modo innovativo e strategico.

“Mi occupo di comunicazione da oltre 15 anni, ho avuto la fortuna di lavorare in agenzie importanti e seguire tanti progetti, anche internazionali”, racconta Silvia Vergani, responsabile di B-Story. “All’inizio del 2015 ho scelto di camminare con le mie gambe e, dopo una breve parentesi come freelance, ho fondato B-Story. Vogliamo costruire storie che diventino per i clienti opportunità per crescere ed entrare in nuovi mercati, far evolvere il posizionamento del brand e consolidare la reputazione dell’azienda, dialogare con gli interlocutori esterni e interni”.

Da dove nasce il nome B-Story? “B sta per business, brand, ovvero identifica le imprese come nostro riferimento primario. Ma B-Story è anche un termine che viene dalla letteratura e dal cinema, dove indica le sottotrame che, affiancandosi al plot principale, danno spessore alla narrazione. La nostra ambizione è proprio quella di dare forma ai contenuti e le storie che spesso restano un po’ nascoste nel flusso di comunicazione di un’azienda, ma meriterebbero di essere valorizzate”.
Il punto di partenza è infatti la consapevolezza della dimensione narrativa che ogni brand e ogni prodotto porta con sè. Tutte le imprese, indipendentemente dal settore, sono infatti delle storie – da costruire, elaborare, far vivere attraverso una pluralità di canali, digitali e non.

B-Story coordina progetti di ufficio stampa e digital PR, progetta e sviluppa strumenti di marketing (brochure e newsletter, presentazioni e pubblicazioni aziendali, ecc.), ma offre anche consulenza per comunicare in situazioni di crisi, nonchè formazione per preparare l’azienda e i portavoce a interagire in modo efficace con i media o altri tipi di pubblico. Con il supporto di un network di professionisti, B-Story realizza inoltre progetti di comunicazione integrata, programmi di digital e social media marketing, portali e siti web, mobile app.

Ma in un mondo dove siamo sommersi dalle informazioni e chiunque può generare contenuti, ha ancora senso per un’azienda raccontare le sue storie? “Proprio perchè siamo sopraffatti da notizie, eventi e commenti, le persone – siano essi clienti o fornitori, collaboratori o giornalisti – tendono ancora di più a cercare i brand e i prodotti che conoscono”, spiega Silvia. “E sceglieranno quelli in cui si identificano e di cui hanno fiducia”.

Il tempo dei brand-generated content non è dunque finito. A patto di produrre storie di qualità, capaci di dare valore ed emozionare.

Per saperne di più: www.b-story.eu ; www.linkedin.com/company/b-story

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