Il wedding tourism in l’Italia si sviluppa con il web

Aumentano i matrimoni di turisti internazionali in italia portando il fenomeno del “wedding tourism” ad un indotto di 350 milioni di euro, una crescita del +42% e una spesa media di 50 mila euro per matrimonio di 30 persone e il primo canale di sviluppo è il web. Il 2 e 3 dicembre a Roma la seconda edizione di BMII che fa incontrare buyer e seller italiani ed internazionali. Giulio Gargiullo Online Marketing Manager esperto di business con la Russia conferma i dati e segnala dati relativi alle coppie russofone.

L’Italia è meta ambita nel mondo per il wedding tourism, soprattutto da sposi internazionali che dispongono di un budget piuttosto consistente. Secondo quanto segnala Federturismo su dati JFC Tourism & Management: “L’Italia è il Paese leader al mondo in questo settore: su 44 milioni di turisti che ogni anno visitano l’Italia, 352 mila – circa l’8% – lo fanno per sposarsi, festeggiare anniversari o per viaggi di nozze. La Francia è al secondo posto con 330 mila viaggiatori”.

Sempre secondo i dati JFC Tourism & Management il principale canale di promozione e di sviluppo per il turismo matrimoniale sono il web e i social per il 40,2% dei casi. A seguire fra gli stumenti più efficaci di promozione nel settore: il passaparola (18,1%), referenti locali (15,4%), agenzie di viaggio (12,2), riviste (8,3%), fiere (3,1%), altro (2,8)%).

Strumenti di promozione del wedding tourism

Giulio Gargiullo Online Marketing Manager esperto del mercato russo commenta i dati: “Sono dati molto importanti questi che confermano l’abilità tutta italiana di attrarre, incantare ed accogliere persone da tutto il mondo persino per dire il sì più importante di tutta la vita. Fra le località preferite dai turisti internazionali per sposarsi in Italia ci sono: Verona, Venezia, Firenze, Roma, la campagna senese, la costiera amalfitana con Capri e in costante crescita il Salento”.

Continua Giulio Gargiullo: “E’ chiaro che il web è un grande driver di crescita per il settore del wedding tourism e tutte le aziende dell’indotto. Ci sono grandi possibilità di sviluppo e di farsi conoscere come azienda nel mondo grazie alle giuste strategie di web marketing che debbono essere declinate nel giusto modo per ogni canale e per ogni nazione target”.

“Nel 2014 sono state 6.724 le nozze di stranieri celebrate in Italia, mostrando una forte crescita rispetto il 2013 che registrava 4.728 matrimoni e constatando quindi una crescita del +42% “ continua Giulio Gargiullo.

Il 2 e 3 dicembre torna a Roma presso il Salone delle Fontane dell’EUR BMII, la Borsa Internazionale del Matrimonio in Italia, l’evento B2B da più anni organizzato da Romafiere e che fa incontrare buyer e seller italiani ed internazionali.

L’indotto totale del turismo matrimoniale in Italia è di ben 350 milioni di euro. Fra le prime nazionalità a sposarsi in Italia: inglesi, americani e russi.

Come segnala l’organizzazione di BMII la spesa media di tali matrimoni è decisamente alta: 51mila euro per un matrimonio con 30 persone presenti, sposi inclusi.

Secondo la ricerca Jfc: “l’Italia rappresenta in primis ‘storia e bellezze culturali’ (16,3%), ma anche ‘fascino e luogo desiderato’ (12,9%), senza tralasciare motivazioni legate al fattore ‘romanticismo e bellezza’ (12%) e al ‘cibo’ (11%). E’ importante anche il motivo del ‘racconto’ dell’esperienza, che hanno fatto amici o conoscenti che si sono sposati in Italia (10,5%), e il ‘paesaggio’ (10%)”.
Tendenza della domanda di matrimonio in Italia dalla Russia secondo dati Yandex

Tendenza della domanda di matrimonio in Italia dalla Russia secondo dati Yandex

Conclude Giulio Gargiullo Online Marketing Manager da più anni impegnato nel business Italia-Russia:” Secondo dati Yandex i russi e i russofoni preferiscono per sposarsi in Italia: Venezia, Roma, la Sardegna, Firenze, il Lago di Como, la Sicilia”.

“Mentre le location preferite dagli sposi internazionali sono: hotel di charme ed i relais (29,6%), ville (19,3%) castelli e fortezze (14,8%). agriturismi (11,1%, prevalentemente in Toscana e palazzi storici (9,6%)”.


SHARE THIS