I migliori spazi coworking selezionati da habitisismo

Da sempre si afferma che l’unione fa la forza: unire risorse per raggiungere obiettivi comuni, abbattendo spese quali affitti dell’ufficio, sfruttare al massimo spazi non utilizzati e apprendere continuamente l’uno dall’altro, ha dato luogo allo sviluppo dei coworking. Il fenomeno degli uffici condivisi ha dei grandi vantaggi: si è in un ambiente meno rigido, il flusso di idee scorre in libertà, i costi di utilizzo delle strutture si abbattono e si sviluppano norme di convivenza che aiutano il benessere generale. Comunicazione, produzione, creatività e comunità sono i quattro pilastri di un perfetto spazio di lavoro condiviso, imprese come Uber, Twitter e Google sono nate proprio da questi concetti: utilizzano poche pareti che spingono i lavoratori ad avere momenti insieme, anche di ozio; si adibiscono così zone di riposo o aule di formazione peer to peer. È il caso del New Museum di New York che ha creato uno spazio diafano con 100 postazioni per futuri ricercatori.

Non bisogna però spostarsi oltre oceano per vedere come la sharing economy ha plasmato i nuovi uffici dei lavoratori mobili. A Parigi troviamo Mutiniere, uno spazio pensato per lavoratori freelance, arredato con gusto, allegria e ottima illuminazione, non manca perfino una cucina. Ci sono poi strutture ibride come The Store Berlin, un centro culturale nel quartiere Mitte che unisce postazioni di lavoro, galleria d’arte e un salone di bellezza e dove, proprio per l’arredamento, più che in ufficio sembra di essere in una boutique. Altro esempio è la galleria d’arte Escalera de Incendio di Barcellona che offre esposizioni, happening e postazioni di lavoro condivise oltre a corsi di formazione in arte, uno spazio dove le bianche pareti danno libero sfogo a fotografia e pittura.

L’office design del resto è uno dei punti fondamentali per il buon funzionamento di un coworking, nella capitale inglese troviamo il Press Hub, i cui spazi sono stati progettati dallo studio TILT, l’intera struttura è open space, con poltrone disegnate per momenti di privacy o per ricevere chiamate telefoniche senza disturbare gli altri lavoratori. In habitissimo la filosofia degli spazi aperti è pienamente condivisa, in questo modo si facilita il flusso di comunicazione e di lavoro, nello stesso tempo si offre la possibilità di riposare negli appositi spazi dedicati.

In Italia è stato il sud il pioniere del fenomeno coworking, sfruttando al massimo le possibilità della sharing economy abbattendo i costi e ottimizzando le prestazioni grazie alla comunicazione fra esperti. Un esempio è lo spazio ReWork di Napoli, in pieno centro direzionale, il primo business center del Sud Europa, progettato dall’architetto giapponese Kenzō Tange. Offre ambienti aperti con grandi divani dai colori vivaci, una sala videogiochi e delle postazioni movimento interamente pensate per ottenere il massimo della performance per le attività di lavoro. Sotto lo stesso concetto nasce a Bologna Smart-hub, spazio metropolitano dell’ innovazione e della promozione della cultura imprenditoriale, un incubatore di start up, coworking, spazi per esposizioni e aggregazione, uffici e servizi condivisi. Un progetto che prende vita nei 650 metri quadrati di un'area verde riqualificata, dove i lavoratori oltre a condividere gli spazi, progettano insieme strutture sempre più green.

Con più di 270.00 specialisti registrati e uno staff di 120 persone provenienti da differenti nazionalità, con presenza internazionale in otto paesi e con sede fisica a Palma de Maiorca, habitissimo muove lavori per più di 210 milioni di euro in tutto il mondo. Nei suoi primi sei anni ha pubblicato più di un milione di preventivi online tra lavori di costruzione e ristrutturazione. La gestione di 70.000 richieste di preventivo al mese, con una media di 1.000 € per ristrutturazione e più di due milioni di visite web al mese, hanno convertito habitissimo nel principale marketplace online spagnolo che opera in Italia.

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