Roberto Napoletano di nuovo in viaggio da Nord a Sud

L’Italia per ripartire deve scommettere sul talento dei suoi giovani: bamboccioni, mammoni, schizzinosi, niente affatto! L’Italia è gremita di studenti, lavoratori, ricercatori, artisti, medici e scienziati che lottano ogni giorno per garantire un futuro non solo per stessi, ma anche per il loro Paese. E’ quanto emerge dal viaggio percorso da Roberto Napoletano dal Nord al Sud della Penisola tra le macerie della crisi e le speranze di ricostruzione.

Il Direttore del Sole 24 Ore, a un anno dal suo “Viaggio in Italia”, ritorna con “Nuovo Viaggio in Italia”, un itinerario che racchiude tante storie di italiani veri e semplici che non si arrendono e che contribuiscono ogni giorno a costruire una nuova “primavera” del nostro Paese. Soprattutto i giovani.

Una ripresa del Paese può quindi giungere direttamente dai giovani. Quei giovani che credono ancora nell’Italia e che per questo non si risparmiano nello studio, nell’impegno civile e nella politica: quei giovani che Roberto Napoletano ha incontrato, ad esempio, a Borgo La Bagnaia nel corso dell’appuntamento annuale dell’Osservatorio giovani-editori, dove studenti provenienti da tutta Italia si incontrano per discutere di politica, democrazia e giornalismo e di cui vi è testimonianza in “Nuovo Viaggio in Italia”. “Ogni volta che sento qualcuno parlare di fuga di cervelli – scrive Napoletano - mi arrabbio perché la verità è che tanti (troppi) dei nostri ragazzi vanno a vivere e lavorare dove ritengono di poter vivere e lavorare meglio, e cioè, non in Italia. Il punto è che noi dobbiamo essere capaci di convincerli del contrario. Con i fatti, non a parole”.

Chi ci è riuscito è Riccardo Donadon, l’inventore di H-FARM, che “ogni giorno aiuta i giovani a far partire le loro iniziative di business su internet”: “In otto anni abbiamo investito 15,2 milioni e abbiamo fatto nascere 52 start up. A oggi in H-FARM ci sono 350 ragazzi e cresciamo a un ritmo di 50 persone a semestre” spiega Donadon.

Ma non basta. Sono ancora troppi i “cervelli” fuggiti all’estero per costruirsi un futuro migliore. Tra questi Napoletano ha incontrato di persona Michele che con un paio di compagni di studi economici torinesi ha fondato una start up che “si propone di funzionare da banca dati e di offrire servizi di ogni tipo per la rete di piccole e medie imprese italiane”, ma che ha sede a Londra. Una società che si occupa di micro imprese italiane, ma che si stabilisce in un Paese in cui può usufruire di un vero credito d’imposta del 50% e dove comunque si pagano sempre meno tasse rispetto all’Italia.

L’Italia deve quindi scommettere sui giovani italiani di talento che non può lasciarsi sfuggire per sempre. Come sottolinea Napoletano, il nostro Paese ha bisogno di menti fresche e brillanti che devono ritornare a casa per poter mettere a disposizione dell’Italia tutte le conoscenze acquisite all’estero: “Partire dall’Italia per restare in Italia, tutto qui, e farci riconoscere nel mondo per quello che siamo davvero e per quello che sappiamo fare. Non è mai troppo tardi per tornare a credere in noi stessi”.

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