Kaspersky Lab premia le migliori startup del suo primo programma di accelerazione

Kaspersky Lab ha annunciato nel corso dell’evento di premiazione tenutosi presso il MIT - Massachusetts Institute of Technology (USA) i vincitori della sua prima Security Startup Challenge. Le start up che sono state considerate più promettenti sono state: Excalibur, dalla Slovacchia, che si è aggiudicata il primo posto, seguita dalla tedesca Pipe, mentre sono arrivate terze a pari merito Cyber DriveWare (Israele) e la statunitense ZeroDB. Ogni squadra si è aggiudicata una quota del fondo di 80mila dollari, mentre il primo classificato beneficerà anche di un supporto post-program.

Eugene Kaspersky, presidente e CEO di Kaspersky Lab, ha affermato: “Di anno in anno, le cyber-minacce stanno diventando sempre più numerose e sofisticate, per questo abbiamo deciso di incoraggiare e sostenere i giovani imprenditori di tutto il mondo nella creazione di soluzioni di cyber security e nello sviluppo di progetti di funzioni di sicurezza. Siamo orgogliosi della nostra competenza nell’ambito della sicurezza e felici di condividerla con le più promettenti start up con l’obiettivo comune di rendere il mondo più sicuro. L’edizione 2015 è la nostra prima Security Startup Challenge e ci ha fatto piacere conoscere così tanti talentuosi startupper capaci di implementare i loro programmi durante l’acceleration program. A tutti i finalisti le mie vive congratulazioni e l’augurio di buona fortuna nel mondo del grande business”.

La Security Startup Challenge (SSC) 2015 consta di un acceleration program globale, sviluppato ed implementato da Kaspersky Lab in partnership con Mangrove Capital Partners e ABRT Venture Fund. Il programma accelerator mentor-driven, della durata di tre mesi, ha dato origine a 23 progetti di startup di cybersecurity ed affini – come fintech, healthcare, mobile, IoT e Cloud – con competenza nel business, cybersecurity e cross-industry.

Nel corso della SSC 2015, i partecipanti hanno potuto analizzare i maggiori trend di cyber-sicurezza, creare un piano d’azione per lo sviluppo dei propri progetti, attirare early adopter ed utenti, raccogliere ed analizzare i feedback del mercato reale, migliorare i prodotti, analizzare la concorrenza e pianificare il finanziamento della start up.

Il programma ha coinvolto gruppi che lavoravano da remoto, con progressi monitorati su base settimanale da parte di esperti di sicurezza informatica e start up mentor che includevano imprenditori di grande esperienza e venture capitalist e 2 bootcamp ospitati in Lussemburgo da PwC. Il team lussemburghese di cybersicurezza PWC ha messo a disposizione della SSC 2015 la propria competenza e, grazie a loro, i partecipanti ai bootcamp hanno avuto la grandissima opportunità di scambiare opinioni e punti di vista con i loro compagni e capire le più recenti sfide nell’ambito della sicurezza.

Durante la selezione finale al MIT di Boston, mecca della tecnologia, una giuria ha selezionato le squadre costituite dalle start up più promettenti che sono state in grado di dimostrare i progressi più significativi nell’ambito dei loro progetti nel corso della SSC 2015:

- Ad Excalibur, primo classificato, sono andati 50.000 dollari ed il supporto post-program. La società ha messo a punto un sistema di autenticazione senza interruzione per qualsiasi sistema legacy quali PC/Mac/webpage in modo che chiunque possa fare a meno delle password utilizzando il telefono come security token.

- Il secondo posto è stato assegnato a Pipe, che si è aggiudicata 20.000 dollari grazie ad un servizio sicuro di trasferimento browser-to-bowser di file senza limiti di grandezza.

- Al terzo posto pari merito, si sono divisi il premio di 10.000 dollari i team Cyber DriveWare - azienda che fornisce ad imprese e infrastrutture critiche la possibilità di proteggersi da attacchi malware che mirano a interrompere l’attività di business attraverso paradigmi, in attesa di brevetto, quali filter driver ed esclusive analisi di meta-dati - e ZeroDB – sviluppatore di database criptati end-to-end che permettono di non esporre dati o key al server.

"Stiamo entrando in un’era caratterizzata da digital advancement ed iper-connessione: le pratiche di sicurezza informatica esistenti vanno quindi completamente ripensate. Questa iniziativa ha fatto incontrare team provenienti da 14 paesi e creato un forum per la condivisione dinamica dell’esperienza. E' stato inoltre entusiasmante vederli impegnati direttamente con i protagonisti dell’industria bancaria, delle infrastrutture, dei servizi, criminalità informatica, venture capital e settore pubblico. Altrettanto stimolante sfidare le idee e gli approcci attuali: i partecipanti hanno avuto la possibilità di testare ed adattare le proprie USP (unique selling proposition), i propri modelli di business e i sale pitch in tempo reale", ha commentato David Waroquier, Partner di Mangrove Capital Partners.

"Nell'ultimo anno abbiamo assistito ad un aumento significativo - fino a 2,7 milioni di dollari - del costo medio di un incidente di sicurezza IT. Quando ciò avviene, le organizzazioni si trovano a dover fronteggiare spese per le indagini, la riparazione dei danni e l’implementazione della sicurezza per evitare rischi futuri. Ancora più difficile da valutare è il danno alla reputazione e al business futuro. Investire nella tecnologia non è abbastanza: la sicurezza dovrebbe far parte di una strategia globale, con un livello di governance appropriato e la consapevolezza di quali sono i dati chiave ed i rischi", afferma Vincent Villers, Partner, Cyber Security Leader di PwC Luxembourg.

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