Convinzione, la parola chiave quando si parla di Internet-of-Things Enterprise

Con il gran parlare che si fa ora attorno all’Internet of Things (IOT), si potrebbe pensare che tutto – dalle scarpe ai server – sia ora connesso in modo continuo e costante. Se si parla di tecnologia consumer, questa capacità non è poi così lontana dal vero, con la presenza di Wi-Fi praticamente ovunque e la crescente enfasi sulla condivisione social anche delle attività più banali. Ma quando si parla di IoT enterprise, le cose non sono così semplici, il ciclo di vita delle informazioni è più complesso e l’impatto stesso dell’IoT può essere davvero sostanziale. Come ogni altra tecnologia significativa, le aziende mostrano una forte convinzione quando si tratta di implementare soluzioni IoT.

Questo anche secondo una recente ricerca di Red Hat, che ha coinvolto decision maker e professionisti IT di numerose organizzazioni, da aziende Fortune 500 fino ad amministrazioni pubbliche, locali e nazionali. Realizzata da TechValidate, la ricerca ha mostrato come solo il 12% degli interpellati sia attualmente in fase di implementazione di una soluzione IoT. Ben lontano da essere un dato negativo, questo valore rispecchia la tipica adozione di nuove tecnologie da parte dell’enterprise, con il roll-out dei progetti che spesso richiede molto più tempo di quanto non sarebbe necessario in una piccola realtà o nel mondo consumer. Questa tempistica può a volte essere accelerata con le tecnologie giuste, dato che decision maker e buyer IT tendenzialmente rallenteranno l’implementazione di un progetto finché non hanno la relativa sicurezza che un determinato prodotto possa risolvere le loro necessità, sia nel breve periodo che per il futuro. L’IoT non fa differenza.

Questo non significa comunque, che non ci sia interesse nell’IoT a livello di enterprise – il 43% degli intervistati spiega che la IoT ha un rilievo immediato sul suo business, ed il 46% sta già lavorando a qualche livello sulla IoT, che si tratti di esplorare/testare le tecnologie, oppure di sperimentare o avviare prototipi. E il valore dell’IoT enterprise viene riconosciuto anche da parte di dipartimenti IT che non hanno ancora avviato progetti, in particolare quando si parla di miglioramenti operativi (65% delle risposte) e di ottimizzazione dei processi (51% delle risposte).

Quando si parla dei driver tecnologici che stanno dietro all’IoT, non è una sorpresa vedere che l’open source sia la scelta di riferimento da parte degli interpellati. L’86% ha messo in evidenza come l’open source avrebbe avuto un ruolo nei propri progetti IoT, in linea con la sia tradizione di essere un facilitatore per l’innovazione a livello enterprise, dal cloud computing ai container.

Se questa ricerca evidenzia il ritardo dell’IoT enterprise rispetto al mondo consumer nel processo di crescita, è importante notare come questo non derivi da una mancanza di interesse o comprensione dei vantaggi promessi dall’IoT. Piuttosto, è un altro sintomo dell’attenzione che le grandi aziende dedicano alle decisioni di acquisto della tecnologia, oltre che alle implementazioni reali.

Questa enfasi su implementazioni convinte e meditate rispecchia il ruolo di Red Hat in ambito IoT – le nostre soluzioni pronte per l’IoT, da Red Hat Enterprise Linux alle offerte Red Hat JBoss Middleware e Red Hat Storage, sono provate, affidabili e sicure, e permettono alla aziende una scelta di fiducia, quando queste si trovano ad esplorare il nuovo mondo dell’Internet of Things.

Metodologia e demografica

TechValidate, azienda indipendente di ricerca, ha condotto questa survey online per conto di Red Hat nel periodo 23 aprile-1 maggio 2015 per comprendere i trend di adozione enterprise associati all’Internet of Things. La ricerca ha coinvolto oltre 565 decision maker e professionisti IT in ambito enterprise di organizzazioni globali di ogni settore e dimensione, dalle piccole realtà ad aziende Fortune 500.

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