Roma Capitale e MISE a sostegno delle startup

In Italia esistono nuove opportunità e incentivi a favore dei giovani che vogliono restare nel Paese e fare impresa. Se ne è parlato oggi al convegno #IoResto, la start-up Re-Evolution promosso e organizzato dalla start-up Fotocopiagratis alla John Cabot University.

La fotografia romana sul fenomeno delle start-up arriva dall’on. Marta Leonori, assessore a Roma Produttiva e città metropolitana: “Abbiamo ben 270 imprese classificate come start-up, 9 incubatori, 31 spazi di coworking, 15 università e 25 enti di ricerca. La vera opportunità sarebbe riuscire a gestire in maniera congiunta con la Regione Lazio i fondi europei a sostegno delle nuove imprese. Inoltre, stiamo rimettendo le mani in tutto il patrimonio immobiliare di questa città anche per dare spazio proprio ai giovani imprenditori”. La Capitale cerca di stare al passo di altre città notoriamente produttive, come Milano. “Voglio sottolineare che sistema delle start-up qui c'è e si sta sviluppando – precisala Leonori - e tutti, nel pubblico e nel privato, vogliamo che Roma, e non solo Milano, sia una nuova piattaforma per lo sviluppo delle nuove imprese”.

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico ha inserito tra le sue priorità di azione il supporto alle nuove imprese che operano nei settori tecnologici e innovativi. “Siamo intervenuti nel quadro formativo nazionale – spiega Enrico Martini, economista del MiSE - per riconoscere l'importanza di queste realtà imprenditoriali e impegnarci per agevolare la creazione di occupazione qualificata, in particolare giovanile, la promozione della mobilità sociale e del merito”.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha quindi istituito un Registro apposito per le start-up innovative, che oggi conta circa 4mila imprese, “la maggior parte al Nord (57%) – sottolinea Martini -, ma c’è una buona quota anche nel Mezzogiorno (22%) e la prevalenza giovanile al 26 per cento dimostra che la concentrazione dei giovani è molto più elevata rispetto ad altre imprese”.

Buoni riscontri dal progetto Smart&Start, “ripartito da poco e che già sta registrando buone performance”, spiega Martini. Nello specifico, il progetto prevede prestiti a tasso zero per 250milioni di euro dedicati alle start-up innovative, con coperture fino all’80% se la start-up prevede nel suo tessuto societario il ‘ritorno di un cervello’ dall’estero.

SHARE THIS