Il crowdsourcing al centro della Borsa della Ricerca 2015

Si terrà come di consueto a Bologna, il 18 e 19 maggio, la sesta edizione della Borsa della Ricerca, l’evento che fa incontrare la ricerca universitaria (gruppi, dottori di ricerca, spin-off) e le imprese a caccia di innovatori (aziende, start up, poli d’innovazione e distretti). Tema centrale di questa edizione - organizzata dalla Fondazione Emblema con il coordinamento scientifico dell'Università di Bologna - è il crowdsourcing, ovvero quel modello di business nel quale un soggetto richiede lo sviluppo di un servizio o un prodotto ad un insieme di persone. Chiede una prestazione ad una “folla” di potenziali fornitori, che possono quindi operare in competizione aperta tra di loro o aggregarsi in team e tendere, in ​cooperazione, alla miglior soluzione possibile.

La formulazione è quella di una gara, al termine della quale la proposta vincente verrà adottata e pagata dall’azienda promotrice. Quest’ultima ottiene pertanto un ottimo risultato con tempi e costi ridotti rispetto ad uno scenario tradizionale, ottenendo peraltro una serie di preziosi spunti sull’argomento oggetto del contest. A rispondere al brief, ossia alle indicazioni lasciate dal committente, sono spesso freelance e consulenti, che mirano non solo alla controparte economica ma soprattutto al ritorno di immagine. In generale tuttavia i partecipanti possono essere professionisti di vario livello che generano opere di qualità proporzionale alla loro esperienza e che allo stesso tempo possono operare su un panel di sfide molto ampio e variegato. Possono inoltre stringere alleanze strategiche con altri esperti, dotati possibilmente di competenze complementari alle proprie.

Nell’attuale scenario di crisi economica ed industriale, di difficoltà nella generazione di nuova occupazione, modelli come quello del crowdsourcing trovano sostenitori ed esempi di applicazione sempre più interessanti. Opinione degli organizzatori é che il crowdsourcing può essere una leva anche per la valorizzazione della ricerca accademica, un modello per aumentare la visibilità dei ricercatori e abbattere barriere geografiche e culturali, rappresentando un diverso canale di finanziamento della ricerca stessa ed uno strumento utile per avvicinare sempre più e far comunicare più efficacemente imprese ed università.

“Con la Borsa crediamo di essere riusciti in questi anni ad avvicinare concretamente aziende, università e centri di ricerca, in alcuni casi obbligandoli – positivamente - a confrontarsi sul tema del trasferimento tecnologico. Oggi, parlando di crowdsourcing facciamo un passo ulteriore, poiché si delinea un nuovo rapporto tra ricerca e innovazione. Crediamo, in particolare, che il crowdsourcing possa essere uno strumento per condividere il know how all’interno della comunità scientifica ed avvicinare le imprese alla ricerca accademica per un trasferimento tecnologico rapido ed efficace” commenta Tommaso Aiello, Direttore Generale della Fondazione Emblema e ideatore del progetto.

Nata per favorire concretamente il raccordo fra chi, nel mondo dell’università e dell’impresa, si occupa di ricerca, la Borsa ha visto nascere in cinque anni oltre quattrocento collaborazioni tra gruppi di ricerca e aziende del network. Il successo dell’edizione 2015 è testimoniato soprattutto dai numeri: oltre 200 delegati, in rappresentanza di 24 atenei e 65 imprese, e la presentazione di più di 400 progetti di ricerca. Tra le realtà industriali, spiccano Amadori, Barilla, Centro Ricerche Fiat, Bonfiglioli Riduttori, Janssen Cilag, Fincantieri ed Electrolux. Il programma del Forum è strutturato in due momenti: la giornata del 18 maggio sarà dedicata al dibattito e all’informazione sul tema, anche grazie al Keynote Speech della Prof.ssa Laura Ramaciotti di Netval ed all’intervento dei rappresentanti delle principali piattaforme italiane di crowdsourcing, Zooppa, Mathesia e Innoventually; nella giornata del 19 si terranno oltre 800 meeting one-to-one, durante i quali le aziende avranno l’opportunità di incontrare università e centri di ricerca.

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