Vittoria Grotteria, Founder e CEO di Motherland

Dopo un master post laurea in Turismo culturale e Mediazione linguistica, ha lavorato per 12 anni nel settore del turismo dove ha ricoperto un ruolo di responsabile commerciale marketing. Successivamente ha lavorato 3 anni con una Fondazione, un’organizzazione no profit, dove ha maturato esperienze nel marketing sociale occupandosi di progetti sociali, campagne ed altre attività di fundrising.

Collaborando con Istituti e centri di ricerca ha svolto attività di pianificazione e organizzazione di master, eventi e percorsi formativi in sanità e in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel 2014, a seguito dell’idea maturata sul Food, partecipa al bando start up Calabria per la creazione di microimprese innovative, rientrando tra le 36 nuove di recente costituzione.

Come è nata l'idea della tua Startup e cosa proponi?

l’idea è nata per caso, tra amici, all’interno di punto vendita di ricercate specialità alimentari. Insieme abbiamo osservato la pila di cataloghi, fatture, ordini, cartoni da smistare . e così via! abbiamo pensato: perché non ridurli? perché non proporre al titolare del P/V un catalogo unico che consenta di comporre una pedana con cartoni multi prodotto, tutti di alta qualità? ed ancora… e se tutto il processo potesse svolgersi on line? diventerebbe tutto ancora più semplice!
Da qui, l’idea di progettare una piattaforma commerciale che propone a operatori del Food: Chef, ristoratori, distributori di specialità tipiche il top delle produzioni enogastronomiche dell’Italia meridionale. Un “concentrato” della grande cultura enogastronomica della Magna Grecia

La tua iniziativa a chi si rivolge e che valore porta al mercato?

Il target principale è composto da ristoranti, hotel, wine shop, food shop, o altre PMI che distribuiscono specialità regionali. Tuttavia è previsto un e-shop anche per l’end consumer.
Accanto ai vantaggi derivanti dall’ interloquire con un unico soggetto full service anche per logistica e dazi ed alle opportunità offerte dal digitale story telling, producers story; la start up offre alle imprese una serie di benefit, tra i quali quello di essere visibili e rintracciabili su un e-shop parallelo, indirizzato al consumatore finale, soprattutto straniero, alla ricerca del prodotto tipico di alta qualità.
Si superano così quelle barriere geografiche che impediscono al singolo consumatore estero interessato al made in italy di qualità di acquistare piccolissime quantità di prodotto, pena i costi esorbitanti di spedizione, offrendogli la possibilità di rintracciare il luogo a lui più vicino dove poter degustare o acquistare il prodotto richiesto.
Si favorisce inoltre la diffusione all’estero del prodotto manufatto alimentare made in italy attraverso una conoscenza più approfondita del prodotto che scaturisce dalla possibilità di degustarlo, o di usarlo nella maniera idonea.

Quale è secondo te l'elemento distintivo della tua iniziativa?

La start up offre un catalogo che è unico anche nel genere, perchè rappresenta esclusivamente i prodotti tipici di alta qualità Dop, Igp, Bio, Vegan del Mezzogiorno: li mette insieme, li descrive con cura, li riconduce allo straordinario patrimonio culturale della “Magna Grecia”, dando vita così ad un nuovo brand.

Cosa ti ha dato la partecipazione a Seeds & Chips?

Sicuramente l’evento è stato un’opportunità di crescita personale e professionale. Con G2 STARTUPS che è il nostro advisor e con cui stiamo seguendo un processo di accelerazione, le aspettative erano molte: operatori del food interessati all’iniziativa, altre start up con cui confrontarsi, appassionati del buon cibo, investitori disposti ad approfondire l’idea ed a supportarla. Tutto è andato per il meglio e la nostra partecipazione è stato un ulteriore passo verso la realizzazione di un sogno.

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