Startup Felfil, addio alle costose bobine per la stampa 3D

Stampare in 3D può rivelarsi una costosa passione. Per nostra fortuna negli ultimi anni il prezzo dei modelli più economici è calato costantemente, rendendo questa tecnologia più accessibile anche a livello domestico. Le stampanti più semplici attualmente si attestano intorno ai cinquecento euro e, seppure si tratti di una cifra accettabile per le potenzialità che offrono, questa è destinata a scendere ulteriormente nei prossimi anni anche in relazione ad un bacino di utenti che andrà ad ampliarsi col tempo.

Il costo legato all'acquisto di una stampante non è però l'unico a cui far fronte. Infatti c'è anche da tenere in conto il materiale di stampa, il filamento di PLA o ABS con cui verrà realizzato l'oggetto vero e proprio. Se molto è stato fatto per abbassare i prezzi delle stampanti a livelli ragionevoli, poco invece è cambiato riguardo al costo delle bobine di plastica, tanto care da risultare anche dieci volte più dispendiose rispetto all'equivalente materiale sotto forma di granulato industriale.

Questo gravoso problema sembra però stare a cuore al Collettivo Cocomeri, un giovane team di progettazione proveniente dal corso di Laurea Magistrale in Ecodesign del Politecnico di Torino, che ha sviluppato Felfil. E che, attraverso il programma TreataBit per startup del Politecnico di Torino, è impegnato nel promuoverlo e diffonderlo il più possibile.

Presentato alla Rome Maker Faire del 2014, Felfil si propone come una possibile soluzione a basso costo e adatta ad ogni tipologia d'utenza. Si tratta di un estrusore di materiale plastico pensato per l'uso domestico, in grado di produrre un filamento di dimensione costante sia nel formato da 1,75 mm che da 3 mm, in base all'ugello adottato.

Il filamento viene estruso indifferentemente a partire dal pellet industriale o da materiale di recupero. Questo permette in prospettiva, non solo un cospicuo risparmio ma anche la possibilità di ottenere un vero e proprio riciclo all'interno delle mura domestiche, ricreando continuamente il filamento utilizzando vecchie stampe o altri rifiuti del materiale adatto.

Felfil è inoltre totalmente gratuito. Per incenvitare la diffusione del progetto, Collettivo Cocomeri ha deciso di rendere disponibile il progetto in licenza creative commmons. Felfil è dunque open e autoproducibile. Accedendo al sito web felfil.com sarà infatti possibile ottenere tutti i dettagli tecnici e le istruzioni per costruirlo. Per agevolare questa pratica, moltissime delle sue componenti sono assolutamente low-cost: il motore, ad esempio, proviene dal tergicristallo di un'automobile e la trasmissione è quella di una comune bicicletta.

Inoltre, per chi fosse impossibilitato all'autoproduzione, il Collettivo Cocomeri sta avviando una piccola produzione seriale di un Felfil evoluto, in modo da poter raggiungere tutte le tipologie d'utenza ad un prezzo competitivo, senza stravolgere quegli aspetti che lo hanno fatto apprezzare dalle varie comunità maker nel mondo. Felfil infatti è stato premiato nell'ottobre 2014 con il riconoscimento di "Maker of merit" alla Maker Faire di Roma, ottenendo un posto nella classifica dei dieci open hardware più interessanti della fiera da parte di makingsociety.com.

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