Roberta Marcenaro Lyon, CEO IMARK Holdings

Roberta Marcenaro, CEO di IMARK Holdings è economista, Professore aggiunto al Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria; Rappresentante per gli Stati di Washington, D.C. e Texas per la American Chamber of Commerce of Italy; Roundtable member di Sistema Italia presso l'Ambasciata italiana di Washington, D.C., fa parte della Society of Military Engineers, American Society of Civil Engineers, American Planning Association, e dell'American Marketing Association.

Ci parli della startup, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore

E’ difficile scegliere una Start Up in particolare poiche’ dal 2007 IMARK si occupa di “incubare” aziende italiane nel mercato USA; aziende nuove nel mercato americano, ma gia’ avviate in quello italiano.
Sono esse da considerarsi Start-up? Sicuramente l’avvio di una “business venture” in un mercato nuovo lo e’, ma cambia il piano di fattibilita’, il business plan, la competitivita’, eccetera. Non e’ detto che un business di successo italiano lo sia anche negli USA. Ogni prodotto ha il suo mercato, o fortunamente, i suoi mercati. Per questo la Marketing research e’ fondamentale per ogni Start up, permette di lanciare neo aziende con la corretta strategia per una “long term penetration”.

Quali fattori hanno portato al successo la sua startup?

Dipende dai casi aziendali, ma posso sicuramente mettere a fattore comune delle varie esperienze: la stesura di un ottimo piano di fattibilita’ al fine di miniminizzare il rischio d’impresa; l’innovazione nella strategia del lancio del prodotto/servizio per miniminizzare i costi solitamente troppo alti per uno startupper; la costruzione di partnership intelligenti per espandere il network e il “brand awareness” del prodotto/servizio.

Cosa consiglierebbe ad un giovane startupper?

Capire nel profondo i “needs” del mercato di riferimento del suo prodotto/servizio; dotarsi di un business plan “con i fiocchi” e saper valutare intrinsicamente i “selling points” che lo rendono “special”, dotarsi di materiale promozionale che posizioni l’immagine ad alto livello.
Aggiungo: tanta passione per il raggiungimento del successo, ma “no emotions” nell’analisi dell’idea imprenditoriale. Mai innamorarsi ciecamente del proprio prodotto..!

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

L’Italia e’ un grande incubatore di opportunita’ in moltissimi settori ed oggi, con la crisi, piu’ che mai.
Ogni giorno ricevo moltissimi progetti da prequalificare per il mercato USA e i talenti imprenditoriali “made in Italy” hanno sempre una marcia in piu’. Proprio in questi giorni, IMARK ha lanciato ITALY24, il nuovo giornale digitale del Sole24 Ore tutto in lingua inglese; il panorama delle opportunita’ quotidianamente presentate per fare business con l’Italia e’ immenso; l’informazione e’ alla base di tutto.

Inoltre, sono convinta che la creazione di sistemi integrati tra aziende, prodotti e servizi, tra persone e tra territori sia la chiave per far crescere il valore aggiunto delle aziende nel contesto di origine italiano e nei suoi mercati di riferimento.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare?

Piu’ che individuare dei settori specifici, consiglio un motto: “innovation, innovation, innovation”!
Anche settori “classici” possono dare risultati sorprendenti se l’idea non e’ soltalto “good” ma “great”.
Innovazione di prodotto, ma anche di sistema.

Il prodotto o servizio va poi venduto e la strategia commerciale a far fare numeri epici anche ad idee “ridicole”; cosi erano stati classificati startups come Facebook, Amazon, Paypal. Incredibile eh?
I settori in cui opero sono sicuramente in espansione, ma non sono gli unici: Oil & Gas; Engineered Products & Infrastructures; Mobile City; Defense; Medical Products & Technology; Hospitality; Social Impact; Retail & Consumer Products; Media & Entertainment; Architecture & Design.

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