Filippo Savarese, CTO di LiveBox

Filippo Savarese, classe 1978, CTO di LiveBox. La sua esperienza nel settore della consulenza IT lo porta a collaborare in qualità di Project Manager per clienti come MTV Network, Scuderia Ferrari e Telecom Italia dove si è occupato della ricerca e sviluppo del business sotto i profili della comunicazione, strategica e finanziaria e sviluppo tecnico fino ad approdare in Sogeit Solutions e successivamente in LiveBox.

Ci parli della startup, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore

Sicuramente LiveBox. È un progetto ambizioso e molto coraggioso: un software di file sharing privato, dedicato alle aziende, per la conservazione e condivisione dei file aziendali. Ho subito creduto nel progetto LiveBox. Nasciamo come una piccola realtà che deve confrontarsi tutti i giorni con colossi del calibro di Dropbox e Sugarsync ma che lentamente sta muovendo i suoi passi nel mercato italiano, ottenendo importanti soddisfazioni.

Quali fattori hanno portato al successo la sua startup?

Competenza, determinazione e innovazione. Inutile dire che al suo ingresso nel mercato, LiveBox facesse la parte della goccia nell’oceano, in un mercato in cui oramai, la nascita di Cloud software è sempre maggiore. Ma sono passati due anni, il team si è ampliato, la mole di lavoro è importante e i sacrifici sono all’ordine del giorno, ma i risultati sono arrivati. Ed anche importanti.

Cosa consiglierebbe ad un giovane startupper?

Provare a creare un business è sicuramente una grande sfida, credo sia importante essere umili (accettare i consigli, cercare di migliorarsi sempre), avere idee innovative e persistere nonostante le difficoltà, che soprattutto in Italia, sono all’ordine del giorno.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Oggi, la crisi rappresenta una grande opportunità di crescita, se c’è la capacità nel saper approcciare nel giusto modo, in termini di valore, la vendita di un servizio. L’organizzazione del lavoro, dotarsi di un metodo vincente nel saper cogliere le esigenze inconsce delle persone, gestire al meglio la soddisfazione dei clienti, far percepire il valore del servizio erogato, costituiscono fattori critici di successo delle aziende come la nostra.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare?

Seguire le proprie inclinazioni e conoscenze è la scelta che consiglio, a prescindere dal settore che ha più o meno richiesta nel mondo del lavoro. Piuttosto, quello che posso consigliare è di confrontarsi e studiare come è possibile realizzare il modello di business vincente nel modo più efficace.   Riscontro sempre che di idee in giro ce ne sono tantissime, anche potenzialmente molto valide. Oggi però, in un contesto più competitivo e complesso, occorre spendere una grande quantità di tempo e di energie su come configurarle nel modo più efficace.

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