Massimo Introzzi, business angel, managing partner MADE Investimenti e Partecipazioni

Ci parli della startup, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore

La start up che ritengo abbia avuto ed abbia tuttora, con le dovute trasformazioni dovute al tempo (la start up è nata nel 1998), un ruolo ben preciso nel mercato dell’editoria elettronica e della comunicazione basata sulla tecnologia digitale è Arpanet S.r.l . La società nacque sull’onda dell’evoluzione che la tecnologia ebbe in quegli anni. Un giovane con forte determinazione e grande visione comprese che le tecnologie e il mercato avrebbero definito un nuovo modo di fare comunicazione. La scelta di investire in questa start up la presi sulla convinzione che l’imprenditore sarebbe stato in grado di raggiungere gli obiettivi che si era posto, in altre parole la scelta di investimento è sempre basata in primis sulla valutazione della o delle persone che costituiscono il team.

Quali fattori hanno portato al successo la sua startup?

Chiarezza di obiettivi, controllo dei costi, grande capacità commerciale furono e sono i punti chiave del successo. Usando un termine di cui si è abusato ma sempre attuale: guardare il mercato è vincente.

Cosa consiglierebbe ad un giovane startupper?

Non innamoratevi della Vostra idea, valutatela in fase preliminare e riverificatela con costanza nel proseguio della vostra avventura. Comprendete cosa vuol dire fare l’imprenditore, non guardate solo i numeri (che sono comunque importanti) ma cercate di capire i problemi organizzativi, gli aspetti procedurali e, soprattutto, gli aspetti finanziari. Misurate voi stessi e chiedetevi come vi sosterrete e come sosterrete lo sviluppo nei primi 18/30 mesi dell’iniziativa. Ricordatevi che dovete trasformarvi da “dreamer” a “imprenditore”, voi e solo voi potete “fare” la vostra impresa.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Oggi sono molteplici le opportunità che si possono vedere nel nostro contesto di mercato, tuttavia mi permetto di sottolineare quello che secondo me è l’aspetto importate per pensare di iniziare l’avventura: il mercato minimo di riferimento deve essere quello europeo. Si può e si deve fare leva su idee che abbiano una forte connotazione nazionale ma che guardino ad un mercato sovranazionale.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare?

Difficile dare delle indicazioni sui settori. La scelta non è di investire, quindi fattibile a priori, ma la creazione di una start up nasce da fattori principalmente legati alle conoscenze, alle capacità ed alle aspirazioni dell’individuo o del gruppo di individui che decidono di diventare imprenditori. Ciò che mi sento di dire è che in realtà molte attività che sono legate all’artigianato e/o ad altri settori maturi possono essere reinterpretati da realtà che coniughino la potenza delle nuove tecnologie a fattori produttivi importanti presenti nel contesto economico del nostro paese. Oggi e sicuramente domani piccole realtà che offrano servizi o prodotti possono nascere di levatura internazionale e multinazionale potendo integrare lungo tutta la propria catena del valore fornitori, servizi, distributori e clienti di ogni parte del mondo sfruttando e conoscendo la tecnologia.

Se mi permette un ultima spunto da lasciare agli startuppers: non è vero che piccolo è bello, pensate in grande; per non essere piccoli bisogna avere, in primis, un mercato internazionale.

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