The Fund Raising School, la Cultura guarda al fundraising

Le imprese del sistema produttivo culturale sono 443.458, ovvero il 7,3% delle imprese nazionali. A loro si deve il 5,4% della ricchezza prodotta in Italia, cifra che raggiunge il 5,7% circa 80 miliardi di euro se includiamo istituzioni pubbliche e non profit. Tutte queste realtà danno lavoro a circa un milione e mezzo di persone, il 6,2% del totale degli occupati italiani.

In particolare le istituzioni non profit che si occupano di “cultura, sport e ricreazione” sono le più numerose e sono cresciute più del non profit nel complesso: +39,5% di unità attive e più 67,6% di addetti integrati (addetti, lavoratori esterni, lavoratori temporanei e volontari ricondotti a persone/anno). Fonte: Rapporto Io sono cultura di Fondazione Symbola e Unioncamere

Inoltre, negli ultimi anni la crisi economica ed i finanziamenti pubblici sempre più carenti hanno restituito rilevanza al finanziamento privato. In questo contributo si considera il ruolo svolto in proposito dalla spesa delle famiglie italiane, dall’azione delle Fondazioni di origine bancaria e dal crowdfunding.

“La cultura rappresenta un settore produttivo a cui la comunità ed i nuovi investitori stanno guardando per rigenerare meccanismi di sviluppo locale, occorre quindi una nuova visione del fundraising capace di essere al servizio di nuovi modelli di fare cultura” afferma Paolo Venturi, Direttore di AICCON.

Di fronte a questo scenario è evidente che le organizzazioni culturali stanno legando sempre di più la loro esistenza ad attività di fundraising. Per questo, THE FUND RAISING SCHOOL, prima scuola italiana dedicata alla formazione sulla raccolta fondi promossa dall’area Alta Formazione di AICCON, promuove il corso CULTURA E FUNDRAISING che si terrà il 6 e 7 novembre a Forlì e sarà coordinato da Marianna Martinoni e Martina Bacigalupi con la partecipazione di Irene Sanesi (Presidente della Commissione “Economia della Cultura” UNGDCEC - Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili).

Secondo Martina Bacigalupi, coordinatrice del corso, “Le imprese e le associazioni del sistema culturale oggi sono invitate a ripensarsi per imparare a camminare con le proprie gambe. Un percorso necessario affinché questo settore possa diventare una vera industria culturale, creativa, solida, efficiente, così come la intende la Commissione Europea, anche attraverso il programma Europa Creativa”.

Il corso si rivolge a teatri, biblioteche, musei pubblici e privati e gallerie d’arte e "oltre ad un approccio pratico e tecnico su strumenti e canali di fundraising applicabili alle organizzazioni del settore culturale - spiega Mariana Martinoni, coordinatrice del corso - intende stimolare, soprattutto attraverso il confronto con casi di eccellenza nazionali e internazionali, una profonda riflessione su come il settore culturale debba porsi in futuro per intercettare nuovi pubblici e nuovi sostenitori, imparando a descrivere con mezzi e grazie ad indicatori nuovi , l'impatto (sociale ancorché culturale) che è in grado di generare sui territori di riferimento".

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