Fundera, il crowd per startup pulite

Un nuovo portale ha ottenuto l’ok di Consob a operare come intermediario nel mercato dell’equity crowdfunding italiano. Si tratta di Fundera, che ha ottenuto l’iscrizione alla sezione ordinaria del registro il 10 settembre scorso, portando così a dieci le piattaforme autorizzate a operare nel nostro Paese. La missione di Fundera è creare un portale verticale dedicato a un singolo settore industriale: il cleantech. In altre parole, la società si impegna a rendere possibili i finanziamenti per «startup, progetti e iniziative che promuovo tecnologie e servizi a basso impatto ambientale». Un’industria sostenibile insomma.
Cleantech e sostenibilità, del resto, sono termini ormai entrati nel lessico delle imprese, impegnate a fare i conti con mutamenti profondi nel mondo industriale e nel sentire comune. «Le startup innovative del settore cleantech sono già una buona fetta delle 2.600 presenti in Italia – afferma Fulvio Mariani fondatore di Fundera raggiunto da ETicaNews -, con questa piattaforma abbiamo cercato di unire le possibilità offerte dall’equity crowdfunding con le nostre competenze e il nostro network di contatti».
Il nuovo portale, infatti, nasce dallo sforzo congiunto di un gruppo di professionisti provenienti dal settore dell’energia e «annovera tra i propri partner Ost Energy, una delle principali società di consulenza nel settore delle rinnovabili» da cui arriva Mariani stesso, «e Fatris, operatore di venture capital specializzato in investimenti in seed ed early stage nel settore delle energie rinnovabili e dell’innovazione industriale».

«Fundera nasce anche dall’interesse nei confronti di altre iniziative di successo come quella della britannica Abundance Generation e la statunitense Mosaic, che permettono ai privati di finanziare la realizzazione di impianti a energia rinnovabile offrendo investimenti interessanti sul capitale investito». Sono diversi i progetti e le startup che sviluppano tecnologie nel settore cleantech ad aver ottenuto risonanza mondiale grazie alla raccolta di fondi collettiva. «Ne sono esempio Ocean Cleanup, progetto lanciato dal giovane olandese Boyan Slat che ha realizzato un sistema per ripulire gli oceani dalla plastica, e Solar Roadways, startup statunitense che sviluppa una pavimentazione stradale “smart” in grado di produrre energia solare». A oggi entrambi i progetti hanno raccolto oltre due milioni di dollari ciascuno.

«Oggi il settore delle rinnovabili sta soffrendo a causa del taglio degli incentivi e alle difficoltà nel finanziamento dei progetti – precisa Mariani –, ma rimane un settore industriale strategico per il nostro Paese, con grandi competenze e risorse, con un alto tasso di imprenditorialità che offre numerose opportunità di investimento. Con Fundera intendiamo offrire un nuovo strumento alle startup che intendono finanziarsi, promuovendosi attraverso un canale alternativo che secondo noi garantirà una notevole visibilità grazie al crescente interesse nei confronti del crowdfunding. Riteniamo, inoltre, che il binomio startup e cleantech rappresenti realmente un’opportunità immediata di crescita nel breve periodo, confermato dagli investimenti che il settore riesce ad attrarre a livello globale per lo sviluppo di progetti, prodotti e servizi».

Alla previsione di una massiccia richiesta di energia proveniente da fonti alternative, Fundera associa, inoltre, le agevolazioni fiscali garantite dagli investimenti in startup innovative, «le detrazioni di imposta per gli investimenti in questo tipo di imprese, infatti, sono pari al 19% per le persone fisiche, con una deduzione del reddito imponibile pari al 20% della somma investita, per le persone giuridiche. Esiste però una maggiorazione al 25% (27% per le persone giuridiche) per gli investimenti in aziende a vocazione sociale, ma anche per quelle che sviluppano prodotti o servizi ad alto valore innovativo in ambito energetico».

La domanda presentata lo scorso giugno, due mesi per ottenere l’ok dell’Authority e accordi già presi con l’intermediario finanziario, Fundera conta di lanciare campagne di crowdfunding con un target compreso tra 150 e 500mila euro nei prossimi mesi, ma non si sbilancia sulle indicazioni temporali. «Abbiamo definito una procedura interna condivisa con Consob per la valutazione delle offerte. Tale procedura prevede anche il coinvolgimento di un comitato tecnico scientifico che insieme a noi valuterà validità e qualità di ogni iniziativa presentata. Poi ovviamente sarà la piattaforma a valutare se pubblicare o meno il progetto sulla base del potenziale della startup».

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