Spreaker: dall'Emilia Romagna alla conquista del mondo

Quella di Spreaker è la storia di una startup innovativa, nata in Emilia Romagna una manciata di anni fa dall'intuizione di un gruppo di amici bolognesi che condividevano la passione per la musica e che immaginavano uno spazio su Internet dove mandare in onda programmi radiofonici user-generated da condividere con altri utenti del web. Gli amici propongono la loro idea in occasione di competizioni locali per startup, che vincono (Spinner; Start Cup Bologna), e ricevono anche il supporto da AlmaCube, l'incubatore dell'università di Bologna. Queste vittorie incoraggiano gli amici a puntare più in alto e a guardare anche oltre i confini nazionali.

Francesco Baschieri, amministratore delegato di Spreaker, vola in California nel 2010 per esplorare la Silicon Valley, fonte d'innovazione e di ispirazione nonché territorio fertile per startup. L'obiettivo principale è di tessere partnership, costruire una rete di networking sul territorio, imparare tutto lo scibile dai laboratori hi-tech e progettare l'espansione negli Stati Uniti e nei mercati anglofoni. Nel 2013 Spreaker conquista il primo posto della competizione internazionale Microsoft BizSpark Summit a Berlino, prestigioso premio al talento e alla capacità di trasformare un sogno in una startup. E proprio a Berlino Spreaker nel 2013 ha messo radici e ha dato forte impulso al canale dei social media dove compete con altre rivali.

Gli utenti registrati su Spreaker oggi sono 3,3 milioni e ogni mese 150.000 utenti si connettono per condividere le trasmissioni radiofoniche autoprodotte presenti sulla piattaforma. La buona parte della base utenti è americana, seguono Italia e America Latina. La piattaforma innovativa permette di combinare l’esperienza d’uso della radio con l’interazione tipica di un social network: qualunque utente dopo aver effettuato la registrazione al sito www.spreaker.com può creare un programma radiofonico completo di voice-over, mixando i brani musicali direttamente online attraverso una vera deejay console che riproduce in rete un esempio di console da professionisti. Pochi, semplici passi per creare programmi radiofonici e assemblarli, creando palinsesti personalizzati, che possono essere ascoltati sulla piattaforma di Spreaker, sui principali social network oppure essere inseriti direttamente sulle proprie pagine web personali o blog.

Lo staff di Spreaker è formato da appassionati di nuove tecnologie, social media e di innovazione. Francesco Baschieri, co-fondatore e attuale CEO della startup, è l’anima “tecnica” dell’azienda: ingegnere informatico, 39 anni, ha lasciato lavori da dipendente e ben remunerati per una prima avventura imprenditoriale. E lo ha fatto in un periodo tra i più difficili per l’economia globale, tra il 2007 e il 2008, e in un paese, l’Italia, che non è caratterizzato dalla propensione al rischio. La sua avventura di startupper, iniziata in quel periodo, si è conclusa per la prima volta nel 2010 con la vendita della sua prima società. Il capitale così ottenuto è stato da lui reinvestito in Spreaker, insieme ad un gruppo di giovani colleghi, con i quali ha formato un team affiatato e interdisciplinare.

“Non è stato facile, ma nemmeno impossibile trovare un finanziamento per cominciare la nuova attività. Tutto sta nell’avere una buona idea e sapere come presentarla nella maniera più efficace. In Italia non sono molti gli investitori rilevanti da contattare. La capacità di realizzare la tua idea, di eseguirla bene e di renderla facilmente fruibile si affianca alla valutazione della credibilità tua, di imprenditore, e del team che hai saputo formare” commenta Francesco Baschieri.

Continua Baschieri “L’inizio della nostra attività imprenditoriale con Spreaker è stato agevolato dalla Regione Emilia-Romagna e il Fondo Ingenium che si avvale a sua volta dei fondi dell’Unione Europea messi a disposizione per gli Stati Membri. Poi i primi che hanno creduto in noi sono stati gli Italian Angels For Growth (http://www.italianangels.net), la più grande associazione di business angel italiana. Questo finanziamento ci ha permesso non solo di implementare il servizio, ma di renderlo, oltre che attivo, anche fortemente attrattivo, ossia con un livello qualitativo tale da essere molto interessante e fruibile dagli utilizzatori della Rete.”

Francesco Baschieri, rivolgendosi ai giovani che vogliano iniziare una carriera nel digitale, dichiara: “Sono una persona positiva e Spreaker ha tutte le carte per avere un enorme successo. Se ascoltassi solo la mia indole di ingegnere informatico, che lavora principalmente con i numeri, sono consapevole che le probabilità sono tutte contro di noi. Ecco questo è un modo di ragionare piuttosto italiano. In Italia la propensione al rischio non è sviluppata. Da un punto di vista economico noi italiani, rispetto per esempio agli americani di Silicon Valley, rischiamo in definitiva molto poco. In Italia c’è sempre la famiglia, gli amici e un tetto sotto cui dormire. Questo è stato il mio pensiero lucido al momento in cui ho deciso di fare l’imprenditore e di lasciare le mie sicurezze lavorative.

A mio parere ciò che in Italia non è ritenuto sostenibile non è tanto perdere i propri risparmi in un’impresa andata male, quanto l’onta del fallimento, un marchio sociale infamante. In altri Paesi come in Germania o negli US, dove vi sono sedi Spreaker, la parola ‘fallimento’ si traduce come “non è andata bene”. È peculiare come un vocabolo la dica lunga sull’indole di un popolo, il nostro, e sul desiderio di provarci. Secondo me, se noi italiani iniziassimo a cambiare questo atteggiamento, riusciremmo automaticamente a cambiare tante altre cose”.

Conclude Baschieri: “In Italia di ragazzi under 30 che raggiungono il successo con la propria startup ce ne sono pochi. In realtà per scoprire quale sia l’età migliore per arrivare all’apice della carriera come imprenditori del web è sufficiente uscire dal nostro Paese e accorgersi che è tra i 25 e i 27 anni, che la creatività è al massimo livello e si è pronti per avviare nuove startup, soprattutto nei settori web e ITC. In Italia i giovani avviati al successo hanno ereditato quasi sempre le imprese dai genitori. Cosa che chiaramente non è ancora possibile nel web e questo porta ad essere più cauti negli investimenti.

Ma ai giovani dico di non smettere mai di inseguire i propri sogni e che un futuro di successo nel digitale è possibile anche se il contesto economico non è dei più rosei”.
Quello di Spreaker è un grande esempio di combinazione di creatività e di sviluppo del business ed è il tipo di progetti di cui l'Unione Europea vorrebbe incoraggiare la creazione attraverso “Startup Europe”. Startup Europe è il piano d'azione dell'Agenda Digitale della Commissione Europea che è supportato dal vicepresidente Neelie Kroes.

L'obiettivo di Startup Europe è quello di rafforzare il contesto imprenditoriale per le startup web e ICT in Europa, contribuire all’innovazione, alla crescita e all'occupazione in Europa e promuovere imprenditori web e ICT per renderli in grado di iniziare la loro attività in Europa e permettere loro di evolversi e progredire. Nonostante gli attuali livelli di disoccupazione, in particolare in Italia e tra i giovani, i posti di lavoro nel digitale in Europa aumentano ogni anno di circa 100.000 unità, ma il numero di nuovi laureati e di lavoratori qualificati nel campo delle TIC non riesce a coprire questo fabbisogno. Solo incoraggiando il digitale l’Italia potrà creare occupazione e tornare crescere in un ambito che chiede con forza riforme e rinnovamento. Il comparto del digitale dovrebbe crescere più velocemente del Pil europeo. In questo quadro è particolarmente essenziale risolvere il problema della disoccupazione giovanile.

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