Stefano Vitta, co-founder di Amplr.me

Imprenditore, digital strategist e blogger, da quasi 20 anni adora sperimentare ed innovare in ambito digital con particolare interesse nella creazione e lo sviluppo di community online.
Le tante esperienze diverse (founder di Bloggers.it, Ezechiele.it, general manager di Zzub.it, country manager di FON, chef digital strategist di Connexia) lo hanno portato a maturare una profonda conoscenza delle dinamiche che regolano il competitivo mondo della comunicazione digitale.

Ci parli della startup, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore;

Il primo amore non si scorda mai e quindi la startup che più mi è rimasta nel cuore è stata Bolggers.it con cui abbiamo permesso a più di 35.000 utenti di creare il proprio blog e sviluppare la blogosfera italiana. Insieme a Guido Bellomo abbiamo sviluppato la piattaforma senza alcun finanziamento anche perchè all'epoca di finanziatori di startup non ne esistevano. E' stata una grande esperienza che mi ha permesso di creare una network di persone attive in ambito digital e di maturare una grande esperienza nel mondo del 2.0 e delle brand community.

Quali fattori hanno portato al successo la sua startup?

Attualmente sono impegnato in due progetto. Amplr.me che è stato lanciato da un paio di mesi ed ha come focus il content marketing e la creazione di progetti editoriali per istituzioni ed aziende. Ha già ottenuto la registrazione di quasi duecento autori, un ottimo risultato ma di certo non possiamo certo parlare ancora di successo. Il secondo non lo posso rilevare ma verrà lanciato a fine Maggio, magari nella prossima intervista ve lo racconto.

Cosa consiglierebbe ad un giovane startupper?

Nella mio percorso di strartupper ho commesso tanti errori dovuti all'inesperienza giovanile relativa alla gestione di impresa. Non bastano buone idee di business, è necessario anche saperle realizzare in modo eccellente. Il mio consiglio quindi è quello di riuscire a coinvolgere nel team persone che abbiano l'esperienza manageriale che di solita manca ai giovani in quanto tali. Riuscire a farsi le ossa in un'azienda, magari mentre si completa il percorso di formazione, prima di prendere il largo da soli può evitare il naufragio a pochi metri dalla costa.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Le crisi modificano gli equilibri dei mercati e aprono spazi in cui più agili ed abili possono cogliere grandi opportunità. Io credo che questo che stiamo vivendo sia un momento di transizione epocale. La crisi economica è solo uno dei fattori in campo. Il consolidamento della globalizzazione e l'impatto delle nuove tecnologie sulle masse creano scenari ed interazioni del tutto nuovi in cui i vecchi modelli non sono più applicabili. Per questo non guardo mai al contesto solo italiano. Una startup deve avere un modello di business scalabile e, almeno sulla carta, destinato a conquistare un mercato globale.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare?

Rimanendo in ambito digital ci sono settori come i wearable device, i big data ed il così detto mondo delle Internet of things che potranno vivere nel prossimo periodo una forte crescita e quindi attrarre più facilmente investimenti. Quello che però maggiormente mi affascina e che spesso è alla base del successo di molte startup è la capacità di innovare processi che facilitino la soddisfazione di una necessità di un ampio numero di persone. Pensate ad Arbnb o a Uber. Non operano certo in settori in grossa espansione ma hanno saputo innovare il processo con cui una persona può trovare dove dormire in una città o un mezzo per spostarsi. Come dicevo prima, gli scenari sono rapida evoluzione ed i primi ad innovare i processi in modo profittevole saranno destinati al successo.

SHARE THIS