Panayotis Nikolaidis, CEO di Panna Cotta PCG Gmbh

Panayotis Nikolaidis é un giovane imprenditore tedesco di 24 anni formatosi all’Universitá di Maastricht in economics e infonomics. Dal marzo 2012 è fondatore e CEO della Panna Cotta PCG GmbH, una start-up operante a livello internazionale nell’online marketing. L’azienda trova le sue sedi operative in Germania, nelle cittá di Amburgo e Berlino, ed è specializzata nel risparmio attraverso coupon. Fra le piattaforme di acquisto appartenenti al suo novero spicca il sito per l’Italia www.sconti.com, insieme ad altri portali di riferimento per paesi europei quali Spagna, Francia, Germania, Polonia ma anche Russia e Messico, Brasile e Colombia per l’America Latina.

Cosa significa essere imprenditori all’interno di una start up?

“Un imprenditore crea e lo fa per passione. Vi è una sostanziale differenza tra lavorare per il denaro e lavorare per realizzare un sogno. Significa entrare ogni giorno in ufficio consapevoli del rischio di periodi difficili, entrate minime, lunghe ore o giornate, persino fallimenti, ma anche e soprattutto con l’idea che quando le cose andranno bene lo si dovrá anche alla capacitá di essersi riusciti a prendere le proprie responsabilitá. In questo senso, chi lavora per passione, non ha ostacoli davanti a sé ma solo sfide.”

Quali fattori hanno portato al successo la sua start up?

“Il nostro business model tende per propria natura ad essere un’industria molto incline ai rapidi cambiamenti, pertanto la nostra strategia di marketing richiede una certa flessibilitá e una costante analisi al fine di affermarsi nel modo piú efficace sia all’interno che all’esterno del nostro settore di competenza. Per farle un esempio, nei nostri team sono presenti persone che si dedicano quasi esclusivamente a ricerche su competitor e principali trend in continuo aggiornamento nel nostro mercato.”

Cosa consiglierebbe ad un giovane startupper?

“Avere passione e perseverare nel proprio progetto. Prepararsi ad affrontare i momenti difficili e le sfide quotidiane, spesso impossibili da prevedere. Mantenere la propria mentalitá sempre aperta e in grado di adattare il proprio business model a tutte le innumerevoli innovazioni a cui è soggetto. Impegnarsi a comprendere quali sono le esigenze di coloro che collaborano con te o che fruiscono dei tuoi servizi (il personale, gli investitori, i partners e certamente i clienti). Creare una cultura all’interno del tuo ambiente di lavoro nella quale tu per primo vorresti lavorare.”

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

“Normalmente durante i periodi di crisi le persone cominciano a mettere in discussione i vecchi metodi, pertanto, sebbene una crisi imponga sempre un certo disagio, c’è chi sotto un clima di pressione trova anche terreno fertile per nuove e coraggiose idee. Personalmente ho riscontrato questo tipo di atteggiamento in un nuovo e creativo approccio greco al problem-solving. Inoltre, a mio avviso, il fatto che gran parte delle business ideas circolino liberamente nel mondo, vede aumentare esponenzialmente il numero di tutti coloro che vogliono mettersi in gioco, in Europa come quindi in Italia. In questo senso, noi abbiamo notato una indiscutibile crescita concorrenziale per quanto riguarda il nostro settore, che tuttavia al suo interno non ha ancora nessun market leader: è per questo che siamo scesi in campo.”

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare?

“Mi verrebbe da rispondere a questa domanda con un sorriso, visto che sosterrei comunque il campo di cui attualmente mi occupo. Non dico certo che si tratta di un argomento nuovo, ma trovo ancora nel concetto di “Internet of things” un fenomeno molto interessante. Consapevole dei pregi e dei difetti di questo sistema, che al tempo stesso mi affascina e, non lo nego, mi inquieta anche, sono certo che la rete abbia ancora molte opportunitá da offrirci.”

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