Mirano Sancin, Direttore per lo sviluppo scientifico e l’innovazione di Kilometro Rosso

Direttore per lo sviluppo scientifico e l’innovazione del Parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso, Mirano Sancin ha nel suo palmares 30 anni di esperienza in posizioni apicali presso società, enti consorzi e istituzioni operanti nel settore della ricerca e dell’innovazione. A lui si deve l’ideazione dell’evento K-idea.

Come è nato l’evento K-idea?

«K-Idea nasce dalla constatazione che spesso l’innovazione è attivata da una scintilla, da un’intuizione, da un’idea chiave (Key-Idea), ma quando questa scintilla scocca in ambienti esterni a quelli preposti istituzionalmente alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, parlo di Università, Enti di ricerca, Laboratori e Centri di R&S industriali, trova molte difficoltà ad affermarsi oppure anche solo a essere prese in considerazione. Tale processo è confermato dalla mia esperienza professionale. Nel corso dei diciassette anni come Direttore Generale dell’AREA Science Park di Trieste e in questi oltre dieci anni a Kilometro Rosso, ho avuto l’occasione di incontrare persone creative ed esaminare proposte geniali, intuizioni, idee e invenzioni che provenivano da ambienti non istituzionali e non convenzionali, che proprio per questo trovavano difficoltà a essere, non dico accolte, ma neanche esaminate, approfondite o validate, trovavano cioè le porte chiuse dai pregiudizi e dalla conservazione.

È vero che spesso si trattava di idee non sostenibili, né rigorose dal punto di vista scientifico o d’idee velleitarie che giustamente avrebbero dovuto essere cestinate, ma tra queste c’era anche qualche cosa di buono, di geniale, di altamente creativo che non veniva e non viene assolutamente considerato. K-Idea nasce proprio per intercettare proposte e idee chiave, vincenti, provenienti da un mondo creativo spesso estraneo a quello della ricerca convenzionale, per farle venire allo scoperto e offrirle alla comunità scientifica e industriale per le necessarie verifiche e validazioni, ovvero per le possibili applicazioni e per favorire così i processi di innovazione. Per questo la K di K-Idea non evoca solo Kilometro Rosso e la Key di chiave o idea vincente, ma soprattutto quella di Kairos: momento favorevole; infatti, K-Idea più che un riconoscimento è un’opportunità, un’occasione favorevole, ove un numero ristretto di proposte più brillanti e interessanti, vengono illustrate al pubblico per verificarne le possibilità di validazione, di sviluppo e sperimentazione o di diretta applicazione.»

Fin dal 2008 K-idea si è proposto come collettore di idee innovative, progetti sperimentali, intuizioni di vario genere nate anche al di fuori dei tradizionali canali accademici. Dopo sei anni è possibile tracciare un primo bilancio?

«Nelle precedenti quattro edizioni sono quasi 450 le intuizioni, idee e invenzioni che sono transitate per K-Idea. Proposte presentate, per quasi il 90 %, da soggetti estranei al mondo istituzionale della Ricerca a conferma che l’innovazione e la tecnologia abitano anche in luoghi non convenzionali! Il successo di K-Idea va però misurato sulla qualità delle proposte e sulla loro valorizzazione tecnico economica. Circa 120 di queste erano di alta qualità tanto da essere state meritevoli di segnalazione. Alcune delle idee selezionate nelle precedenti edizioni erano presenti all’Italia degli innovatori all’Expo di Shanghai 2010, un’altra è stata premiata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della Giornata Nazionale dell’Innovazione nel 2011, altre sono state presentate in alcune puntate della trasmissione televisiva di Rai 2 “I fatti vostri” nel 2010-2011, altre sono in fase di brevettazione o ulteriore sviluppo applicativo e commercializzazione. »

Cosa si aspetta da K-idea 2014?

«K-Idea non è un premio, ma un’opportunità, un Kairos, come si è detto. Per questo un numero ristretto di proposte più brillanti e interessanti, scelte da un Comitato di Selezione, composto da esperti di innovazione e cambiamento, vengono illustrate al pubblico: un palcoscenico per illustrarle e verificarne le possibilità di valorizzazione, grazie anche al confronto con potenziali partner industriali, imprenditori e operatori della finanza d’impresa che possono trovare un’opportunità per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche, valutare la potenziale applicazione e industrializzazione e per eventualmente stimolare la creazione di nuove imprese innovative.

Mi aspetto che, in questa edizione del 2014, K-Idea possa fornire un contributo ancora più concreto alla valorizzazione, non solo scientifica e tecnologica ma soprattutto economica e imprenditoriale, delle proposte presentate e sostenere l’incremento della competitività del sistema industriale e aiutare le imprese a uscire dalla situazione di crisi attuale.»

Come K-idea si inserisce nelle attività del Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso ?

«K-Idea, avviato in via sperimentale, s’inserisce oggi in un percorso consolidato di Kilometro Rosso nel trasferimento tecnologico e della conoscenza e nella diffusione dell’innovazione. Infatti, accanto agli accordi e collaborazioni con prestigiose istituzioni scientifiche come il Laboratorio di luce di Sincrotrone Elettra di Trieste, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e importanti Università italiane e straniere, con K-idea , Kilometro Rosso cerca di intercettare tutte le potenzialità creative e tecnologiche utili allo sviluppo di processi e prodotti ad alto contenuto innovativo. Queste iniziative sono particolarmente preziose in un momento di crisi e difficoltà come quello attuale, dove la propensione a innovare tende a crescere in quanto, in una situazione di restrizione delle opportunità di mercato e di estrema concorrenza, l’impresa è alla ricerca di nuovi margini di profitto e/o di opportunità di business e, quindi, è più aperta e disponibile al cambiamento ed all’innovazione. K-Idea vuole perciò rappresentare uno stimolo culturale e creativo, con l’obiettivo di vincere gli atteggiamenti conservativi che spesso prevalgono in ambienti non solo economici, sociali e industriali, ma anche in quelli scientifici e contribuire alla mission di Kilometro Rosso nella contaminazione tecnologica e il trasferimento della conoscenza. »

Parchi scientifici, poli tecnologici, incubatori, aggregazioni, reti: quale ruolo oggi per queste entità nello sviluppo dell’innovazione e per il trasferimento del sapere alle imprese.

«Le imprese, in particolare quelle high-tech, per essere competitive in un’economia globalizzata e misurarsi con successo con i leader tecnologici e industriali più qualificati a livello internazionale, devono disporre degli strumenti, delle risorse e delle migliori competenze nonché di una massa critica adeguata. Le collaborazioni e le sinergie, soprattutto dove il tessuto industriale è costituito da PMI come nel nostro Paese, rappresentano quindi la strada obbligata per la diffusione dell’innovazione e lo sviluppo delle imprese, dei territori e delle comunità. Inoltre nei processi d’innovazione, accanto al tradizionale approccio di ricerca disciplinare e settoriale, si stanno sempre più affermando sistemi d’innovazione aperti, interdisciplinari e infrasettoriali: di open innovation. Sempre più spesso, cioè, è possibile e vantaggioso utilizzare conoscenze e tecnologie di un settore per trasferirle, trasformarle e adattarle utilmente in settori completamente diversi. Infatti, l’innovazione, non è sempre frutto di un percorso lineare, ma segue scorciatoie e itinerari complessi. Un approccio aperto dell’innovazione stimola le imprese ad attingere a fonti di conoscenza esterne ai propri confini e all’uso di sistemi cooperativi aperti, e rappresentano un potente strumento per accelerare la trasformazione della conoscenza in particolare nelle piccole imprese.

In questo contesto assumono sempre maggiore importanza tutte le forme di alleanza, aggregazione e collaborazione strutturate e permanenti. Proprio grazie all’azione di realtà come Parchi scientifici, poli tecnologici, incubatori, gli insediati, beneficiano del vantaggio di operare in un ambiente privilegiato dal punto di vista scientifico e tecnologico. Nei casi di maggior successo, come in Kilometro Rosso, si sviluppano importanti esperienze avanzate di open innovation, di «aggregazione» strutturata e strategica di imprese hi-tech, centri di ricerca e istituzioni, di “contaminazione tecnologica” tra industria e mondo accademico, di «connessioni» di esperienze, conoscenze, discipline e tecnologie diverse, aprendo prospettive per applicazioni tecnologiche avanzate e di frontiera e di cambiamento del “paradigma” aziendale e accademico nell’approccio all’innovazione. Questi sistemi, se ben gestiti, contribuiscono in modo efficace alla competitività delle imprese e delle stesse istituzioni scientifiche in un’ottica di complementarietà e di specializzazione, condizione ottimale per raggiungere importanti innovazioni a condizioni sostenibili, soprattutto in una realtà come quella italiana costituita da piccole e micro imprese e da Università e Centri di ricerca di modeste dimensioni.»

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