Massimo Ciaglia, Presidente di Wisegroup Europe Spa

Nel 2012 le esportazioni italiane nel mondo sono cresciute del 3,7% (un punto e sette decimi in più quelle mondiali). Anche nel 2013 le esportazioni di beni e servizi saranno l’unica componente che fornirà un contributo positivo al prodotto interno lordo italiano. Per fronteggiare la crisi economica, quindi, l’internazionalizzazione rappresenta una grande opportunità per le aziende italiane, l’eccellenza, la qualità del Made in Italy possono fare la differenza in molti settori. Abbiamo chiesto al Presidente di Wisegroup Europe Spa, Massimo Ciaglia, di raccontarci la sua personale esperienza.

Come nasce Wisegroupe Europe Spa?

L’azienda nasce meno di due anni fa, a metà 2011, dalla mia iniziativa imprenditoriale, dopo un percorso ricco di successi nell’ambito ICT di oltre 15 anni, ho deciso di creare una Società  per Azioni da lanciare sul mercato internazionale in meno di tre anni. Oggi l’azienda si posiziona già sul mercato nazionale ed internazionale con una sede negli Emirates a con contratti acquisiti in Europa.

 Di cosa si occupa nello specifico?

La società è un system integrator in ambito ICT, analizza e propone quindi le migliori soluzioni tecnologiche erogando attività di advisoring e fornendo soluzioni software, al fine di ottimizzare i processi informatici e sviluppare prodotti su specifiche esigenze della propria clientela. Opera trasversalmente in molti settori quali la difesa, la pubblica amministrazione, il mercato Telco, la sanità , il settore assicurativo e bancario, nei trasporti e nel mondo industriale.

Avete già  una sede a Roma e una ad Abu Dhabi. Quali i progetti di internazionalizzazione per il prossimo futuro?

Stiamo cercando di consolidare le nostre attività  in Francia con l’obiettivo di aprire una sede a Parigi e siamo in trattativa per due joint venture negli USA ed in Russia. Proprio a Mosca ho da poco presenziato al G20 Yea Summit facendo parte della delegazione italiana guidata da Confindustria e dove ho potuto aprire nuovi ed importanti tavoli commerciali.

Nonostante il periodo difficile un po’ per tutti i settori, come va invece il mercato italiano?

Si risente della crisi finanziaria, basta immaginare che il DTO, il periodo medio di incasso, è passato ad oltre 300 giorni. Nel nostro caso riusciamo ancora ad investire e crescere avendo comunque le banche che ci supportano in quanto credono nel nostro progetto sin dallo start-up. Le opportunità commerciali non mancano, ciò che è importante è effettuare una continua customer selection e valutazione dei clienti con cui si opera. Abbiamo comunque assicurato tutto il nostro credito, investendo meno dell’1% del nostro budget, abbattendo così il rischio di insolvenze al minimo.

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